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25 gennaio 2022

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Il rugbista Niccolò Fadalti: una carriera da 1000 punti

L'asso del Mogliano Rugby ha raggiunto il traguardo contro il Sitav Rugby Lions di Piacenza

| Leonardo Beraldo |

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Niccolò Fadalti in azione

MOGLIANO Niccolò Fadalti, classe 1988 e trequartista del Mogliano Rugby, ha raggiunto lo storico traguardo di mille punti in carriera nella partita casalinga contro il Sitav Rugby Lions di Piacenza, conclusasi 38 a 24, per i padroni di casa. L'atleta si racconta a OggiTreviso, con schiettezza ma anche con qualche rimpianto.

E’ un obiettivo che avresti mai pensato di raggiungere in carriera?

Veramente avrei voluto raggiungere i millecinquecento punti: nelle annate buone sono arrivato a segnare anche 240 punti, e ho giocato 12 stagioni. E poi i mille punti li avrei potuti raggiungere l’anno scorso, se avessi giocato di più a Padova.

Non sembri soddisfatto, eppure non sono molti i rugbisti che possono vantare una traguardo del genere nelle statistiche della loro carriera.

Pensavo di ottenere qualcosa in più dal rugby, se devo essere onesto. Anzi, se devo essere completamente onesto, qualcosa in più lo avrei anche meritato. Non giocare in Benetton Rugby e non essere entrato nella Nazionale Maggiore saranno sempre due motivi di dispiacere.

Cosa credi ti abbia penalizzata?

Il fisico in primis, si è sempre data priorità a colleghi più alti e più pesanti. E poi il mio modo di giocare. Molto istintivo, a tratti rischioso. Ad alcuni sono potuto sembrare più una scommessa che una promessa.

Il tuo istinto di gioco, o rischio, come vuoi chiamarlo, ti ha mai dato qualche soddisfazione?

Una mia azione è finita su RugbyDump, un sito che colleziona i video delle giocate migliori di tutto il mondo del rugby. Quando mi sono rivisto, mi sono sentito bene, anche perché è un’azione che rappresenta esattamente quello che intendo con “rischio” del gioco.

Altri risultati che vuoi ricordare?

Lo scudetto in campionato Eccellenza con il Mogliano. Il primo e l’unico della società, nel 2013. E lo scudetto con il Petrarca Padova, nel 2018.

Ora che hai trentatrè anni, e una carriera sportiva nella sua fase finale, quali altri obiettivi ti sei dato?

Ho una famiglia, mia figlia Alice ha due anni e siamo in dolce attesa di un nuovo arrivo, quindi sto organizzando la mia vita con la prospettiva del domani: questioni più complesse di scudetti, titoli o punti. Mi sono laureato da poco in ingegneria gestionale e aiuto mio nonno, che ha un negozio di pattini. Vedremo. Per quanto riguarda il rugby, l’unico obiettivo è quello di continuare a giocare come ho sempre fatto: d’impulso e rischiando.
 

 



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Leonardo Beraldo

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