26 ottobre 2020

Esteri

"Schiavitù? Un male necessario": bufera sul senatore pro Trump

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La schiavitù negli Stati Uniti è stata "un male necessario" su cui "l'Unione è stata costruita". Sono queste le controverse parole del senatore repubblicano Tom Cotton in un'intervista ad un giornale dell'Arkansas che sta provocando un'ondata di proteste e polemiche sui social. "Dobbiamo studiare la storia della schiavitù ed il suo ruolo ed impatto sullo sviluppo del nostro Paese, altrimenti non possiamo capire il nostro Paese - ha detto Cotton - come dicevano i Padri Fondatori, è stata un male necessario su cui l'Unione è stata costruita". Ed ha aggiunto che "l'unione è stata costruita, come ha detto Lincoln, in modo da mettere la schiavitù sulla strada della sua estinzione".

 

Cotton, grande sostenitore di Donald Trump, ha cercato di giustificare così perché si oppone al progetto, chiamato 1619 Project, dall'anno in cui i primi schiavi furono portati in America dall'Africa, con cui i giornalisti del New York Times ripercorrono la storia della schiavitù, definendolo un modo di rappresentare l'America come "un Paese irrimediabilmente corrotto, marcio e razzista". Il repubblicano ha presentato un progetto di legge per togliere i fondi federali a qualsiasi scuola adotti questo progetto, da lui bollato come "propaganda dell'estrema sinistra". "Anche un penny sarebbe troppo se andasse al progetto nelle nostre scuole pubbliche, il New York Times non dovrebbe insegnare la storia ai nostri ragazzi", ha detto Cotton affermando che se "scuole di sinistra" lo faranno non avranno soldi pubblici per "insegnare ai ragazzi ad odiare l'America". Secondo quanto riporta oggi Huffington Post, Nikole Hannah-Jones, il Premio Pulitzer che è alla guida di 1619 Project, ha attaccato Cotton per giustificare, appellandosi al principio che il fine giustifica i mezzi, la schiavitù per la quale "era legale stuprare, torturare e vendere esseri umani per profitto".

 

L'attacco di Cotton al Times arriva dopo l'enorme polemica provocata dal fatto che il giornale all'inizio di giugno pubblicò un intervento del senatore che invitava a "mandare l'esercito" contro le centinaia di migliaia di persone in piazza a protestare con Black Lives Matter. Molti protestarono per il fatto che il giornale di riferimento della sinistra avesse dato spazio ad un commento del genere, e la responsabile della pagina dei commenti alla fine ha dato le dimissioni.

 



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