28 maggio 2020

Conegliano

La scomparsa di Maurizio Cecchetto

Profondo cordoglio della Cisl

| Pietro Panzarino - Vicedirettore | commenti |

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Maurizio Cecchetto

SAN FIOR - È grande il dispiacere e il cordoglio della Cisl per la scomparsa, questa notte, all’ospedale di Castelfranco Veneto, di Maurizio Cecchetto (in foto).

“Se n’è andato un sindacalista di levatura eccezionale, un grande mediatore, un uomo mite e discreto, rispettoso di tutti, pur nelle differenze, un amico fidato e sincero, un maestro per molti di noi”, commenta il segretario generale della Cisl Belluno Treviso Cinzia Bonan. “Maurizio - spiega Bonan - dopo i 25 anni di presenza confederale nella Cisl trevigiana, ancora oggi era al nostro fianco nella gestione di un progetto editoriale sulla storia degli ultimi 50 anni della Cisl di Treviso. Si è sempre mantenuto a disposizione dell’organizzazione, offrendo il suo contributo al gruppo dirigente con la serietà, la discrezione, la capacità di analisi e riflessione che l’hanno sempre contraddistinto.

Un’intera generazione di sindacalisti - me inclusa - è cresciuta con lui all’interno di una Cisl aperta al confronto, alla dialettica, ai giovani, alle diverse esperienze di vita di ognuno. Ci lascia un grande vuoto, sarà insostituibile. Siamo vicini più che mai alla sua amata famiglia, alla quale esprimiamo le nostre più sentite condoglianze”. Cecchetto era ricoverato all'ospedale di Castelfranco.

Era nato ad Annone Veneto, in provincia di Venezi,a nel 1952. Va ad abitare in diversi luoghi e, dopo il matrimonio, trova casa definitivamente a San Fior di Treviso. Finiti gli studi tecnici viene assunto come manutentore all’ospedale di Conegliano. Attivo nelle Acli, s’iscrive alla Fisos Cisl, con la quale inizia la sua lunga storia di impegno nella Cisl, prima da delegato, poi da operatore e infine da dirigente.

Dopo l’attività nella federazione, dove ricopre anche la carica di segretario provinciale, viene eletto nella segretaria dell’Unione della Sinistra Piave nel 1983 e poi, con la riunificazione della Cisl trevigiana, nella segreteria dell’Unione di Treviso di cui diventa segretario generale dal 2000 al 2007. Quindi il salto in via Piave, con la Cisl del Veneto, dove, come componente della segreteria regionale, si occupa di sanità, politiche sociali, sicurezza sul lavoro, immigrazione e fisco. Dopo il pensionamento assume la carica di presidente della Fondazione Corazzin.

L’impegno sociale di Maurizio non si esauriva con la Cisl.
Era infatti membro della Pastorale del lavoro della forania di Conegliano e della Scuola di formazione sociale diocesana, nonché fondatore con Cgil e Uil dell’associazione Fratelli d’Italia, per dare risposte ai primi immigrati arrivati nella Marca nei primi anni Novanta. È stato anche presidente del Comitato Inps di Treviso dal 2014 al 2017. Maurizio era una persona discreta, riservata ma attenta e capace di dialogare con tutti. Scrupoloso nello svolgere i suoi tanti incarichi sociali, si distingueva per i toni bassi di voce, la gentilezza e un’accurata preparazione nelle diverse materie che doveva trattare.

Durante la sua attività di dirigente sindacale aveva conseguito, vincendo un concorso pubblico, il titolo di ispettore tecnico e, alcuni anni fa, nel massimo riserbo, quello di Cavaliere della Repubblica.

Le sue passioni erano la storia della Cisl, le tematiche della sicurezza sul lavoro e la formazione sindacale.
Alla moglie Laura e alla figlia Elena le condoglianze di tutta la Cisl del Veneto, espressa dalle parole del Segretario generale Gianfranco Refosco: “Maurizio è stato una parte fondamentale della storia della Cisl veneta negli ultimi 40 anni. La sua competenza in ogni problematica che era chiamato ad affrontare, l’acutezza di pensiero e la sua pacatezza avevano ottenuto il rispetto di tutti. Era appassionato di sindacato soprattutto nella tutela dei più deboli. Mancherà a tutti noi”.

 



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