29 novembre 2020

Vittorio Veneto

Sforamento patto di stabilità: le opposizioni vogliono chiarezza

Richiesta con urgenza un consiglio comunale straordinario

| Pietro Panzarino - Vicedirettore |

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| Pietro Panzarino - Vicedirettore |

Sforamento patto di stabilità: le opposizioni vogliono chiarezza

VITTORIO VENETO - Nella vita amministrativa di ogni comunità, normalmente c'è il solito tran tran, talvolta, invece capita qualcosa di eccezionale.

Oggi succede anche a Vittorio Veneto, proprio quando è cominciato il conto alla rovescia per la data delle elezioni.

Le notizie, coperte e riservate, si erano diffuse anche sui media, in forma ovattata, con dichiarazioni, che potevano essere considerare figlie della normale dialettica tra maggioranza e opposizione.

 

La parata dell'inaugurazione del Museo, l'assenza di qualche esponente della maggioranza, l'arrivo in ritardo del Governatore Zaia, che in merito al problema dello sforamento del patto di stabilità della Città di Vittorio Veneto, secondo la logica leghista del "rinvio", avrebbe dovuto chiedere al Presidente Renzi, ha fatto scattare una molla, all'interno delle opposizioni.

C' è una famosa novella di Pirandello "Il treno ha fischiato", che in qualche modo fa scattare una presa di posizione, che supera il tran tran, a cui si accennava.

 

Ieri sera è stata trovata la "quadra" all'interno delle forze di opposizione all'attuale maggioranza, che governa la Città, senza il coinvolgimento di "Forza Vittorio Veneto", anche se da settembre, da queste colonne aveva dichiarato ufficialmente di aver lasciato la maggioranza.

A questo punto, è opportuno affidarsi agli atti ufficiali, commentati dai protagonisti che li hanno sottoscritti.

Questa mattina è stata depositata in Comune la richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio Comunale, scarna, ma essenziale con il riferimento al Regolamento e con la motivazione su cui si basa.

La brevità della richiesta facilita la pubblicazione integrale ai nostri lettori, molti dei quali saranno elettori il 25 maggio.

Certamente quanto bolle in pentola non potrà non influenzare la prossima tornata amministrativa.

 

" Al Signor Presidente Consiglio Comunale e p.c. Al Signor Sindaco Comune di VITTORIO VENETO

Oggetto: Richiesta convocazione d’urgenza del Consiglio Comunale in seduta straordinaria.

I sottoscritti consiglieri comunali, ai sensi dell’art. 13 c.2 dello Statuto Comunale e dell’art. 33 c.4 e 5 del regolamento sul funzionamento del consiglio,

C H I E D O N O la convocazione d’urgenza del Consiglio Comunale in seduta straordinaria affinchè i cittadini siano informati su quanto disposto dalla Corte dei Conti di Venezia con deliberazione n. 284 del 29 aprile 2014 (2014/PRSP) relativamente all’ applicazione delle sanzioni previste, a seguito dello sforamento del patto di stabilità dell’anno 2008.

- La convocazione d’urgenza è motivata dalla gravità del comportamento omissivo tenuto dall’Amministrazione per oltre tre anni e soprattutto dall’esigenza di far sapere ai cittadini quali saranno le ricadute negative sui bilanci successivi all’anno 2008. Distinti saluti.

Costantini Adriana, De Bastiani Giorgio, Botteon Adriano, Costa Giuseppe, De Bastiani Alessandro. Tonon Roberto Vittorio Veneto 11 maggio 2014".

 

Preso atto che i firmatari fanno parte del PD, della lista civica " G. De Bastiani", già candidato sindaco, e della "storica" consigliere Adriana Costantini, abbiamo chiesto loro delle valutazioni, che si riportano integralmente.

 

Adriana Costantini: "Le giunte Scottà e Da Re hanno mentito alla città, perché hanno violato furbescamente il patto di stabilità e lo hanno sempre negato. E’ un fatto e la sentenza della Corte dei conti non è appellabile per questo aspetto. E non dicano che l’hanno fatto per costruire la scuola, perché buona parte di quell’opera poteva essere realizzata con i 750.000 euro netti ricevuti nel 2008 dai derivati (poco di meno nel 2009), che pagheremo noi tutti a partire dal 2016.

Anche in questo caso le giunte destro-leghiste hanno gestito la cosa pubblica in modo spericolato, senza trasparenza, in bilico tra legittimità e illegittimità, caricando di debiti il futuro.

Con questa operazione 150.00 euro di utili delle farmacie vengono sottratte ogni anno al bilancio comunale (nel 2013 l’utile delle farmacie è stato pari di 10.000 euro!!!).

I Consiglieri di maggioranza ne erano ben informati (le denunce di tutta l’opposizione sono state numerose e reiterate), ma hanno continuato a coprire la giunta, perché evidentemente hanno ritenuto più utile consentire a Scottà e a Da Re di avere carte da giocare nella campagna elettorale del 2009. Forse adesso è ora (meglio tardi che mai) , che i cittadini presentino il conto.

 

Giorgio De Bastiani " la richiesta di un consiglio comunale straordinario è un atto assolutamente necessario per chiarezza istituzionale verso l'intera cittadinanza vittoriese ed anche verso coloro che si trovano ad affrontare una possibile nuova sindacatura nell'impossibilità di conoscere la reale situazione delle casse comunali.

La richiesta non é "strumentalizzazione elettorale" ma un dovere civico da parte di coloro che hanno sempre richiesto chiarimenti su questi temi in questi anni nelle sedi istituzionali proprie, senza mai avere risposte né dal Sindaco Da Re, ne' dall'assessore al bilancio Antonella Caldart, ne' dal dr Traina ( in qualità di dirigente Servizi economici finanziari) ne' dal Collegio dei Revisori!

In discussione ci sono i bilanci dal 2009 al 2013, come riportato nel documento della Corte dei Conti, una situazione di potenziale enorme gravità per il futuro della nostra Città e di tutti i suoi cittadini.

 

Giuseppe Costa: "Con questa pronuncia la Corte dei Conti ha ribadito che il Comune ha compiuto un illecito finanziario e messo in piena evidenza il tentativo maldestro del Sindaco di sottrarsi all'applicazione delle sanzioni.

I quesiti posti al Ministero erano pretestuosi e miravano unicamente a insabbiare la pratica (con Maroni Ministro ).

Le responsabilità del Collegio dei Revisori e del segretario sono più che evidenti, per cui le loro dimissioni sono un atto dovuto verso la cittadinanza.

Parimenti Da Re e la sua giunta (compreso l'assessore al bilancio, se si sono premurati di inforarLa) dovrebbero chiedere scusa alla città e dedicarsi ad altro (non escludendo i servizi sociali).

Se un cittadino si rifiuta di pagare una sanzione per tre anni e mezzo, pensiamo che riceva un ulteriore sollecito a casa o che siano già da tempo passati gli esattori di Equitalia o l'esecutore giudiziario?

Perchè questi politici devono essere privilegiati rispetto ai cittadini normali? Mistero della casta leghista!".

 

Pietro Panzarino

pietro.panzarino@oggitreviso.it

 


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