04 agosto 2020

Montebelluna

“I nostri governanti sanno solo parlare e basta...”: lo sfogo del parroco per la mancata ricostruzione

Lo sfogo di don Giovanni Gatto, originario di Montebelluna, parroco a L’Aquila dove la ricostruzione post terremoto è ferma

| Ingrid Feltrin Jefwa |

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Don Giovanni Gatto

MONTEBELLUNA – Sono trascorsi dieci anni dal terremoto che ha devastato l’Abruzzo ed in molte cittadine la ricostruzione è ferma, da qui lo sfogo civile ma sentito di don Giovanni Gatto parroco di Tempera, una frazione de L'Aquila distante circa cinque chilometri ad est del capoluogo. Un prete giovane e molto attivo, originario di Montebelluna dove ha mantenuto rapporti ben saldi con la comunità, tanto più che qui ha ancora tanti amici e numerosi parenti.

Commentando sui social un articolo che riportava la protesta dei cittadini della vicina Monticchio dove l’antica chiesa parrocchiale è ancora un ammasso di rovine e la gente prega in un container ha infatti considerato con rammarico: “Come anche per il centro storico di Tempera e i centri storici di altre frazioni. Tutto fermo. I nostri governanti sanno solo parlare e basta...”.

Don Giovanni è sempre stato un parroco coraggioso che si è opposto alla criminalità organizzata ed ha avuto la forza di denunciare d’essere stato vittima di un pedofilo da ragazzino ma in questa circostanza il suo tono è quello della rassegnazione dinnanzi ad uno stato di cose che pare ancora difficile possa mutare in meglio. Va detto che quando il terremoto colpì Tempera, dalla sua Montebelluna in molti si sono dati da fare per aiutare la comunità acquisita di don Giovanni ma è evidente che serve più della buona volontà delle gente comune.

 



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Ingrid Feltrin Jefwa

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