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25 settembre 2022

Treviso

“Ancora giovani vittime spezzate... ancora promesse non mantenute. Basta! È inaccettabile”

Lo sfogo accorato di una mamma dopo la tragedia di Godega che ha visto la morte di quattro giovanissimi

| Ingrid Feltrin Jefwa |

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| Ingrid Feltrin Jefwa |

Paola Conte Bortolotto

TREVISO - La tragedia di Godega di Sant’Urbano costata la vita ai quattro giovanissimi Marco Da Re, Xhuliano Kellici, Daniele Ortolan e Daniele De Re ha riaperto la ferita in tutte quelle famiglie che hanno perso una persona cara sulla strada. Ci scrive infatti Paola Conte Bortolotto di Castelfranco, nota ai più per il suo impegno a livello provinciale nell’Associazione Familiari e Vittime della Strada ma, questa volta ha deciso di dire la sua a titolo personale, come mamma di Andrea vittima innocente di un incidente nel 2003.

Ecco cosa ci scrive: “Ancora giovani vittime spezzate... ancora promesse non mantenute Basta! È inaccettabile.

Nel settembre 2003 continuavo a ripetermi che non era possibile ci fosse accaduta una cosa simile, non era possibile uno sconosciuto avesse deciso per la vita di nostro figlio, seppure inconsapevolmente, e ho trovato logico impegnarmi perché non accadesse MAI più.

Pensavo fosse logico l'impegno continuo di tutti, pensavo fosse un dovere verso mio figlio e verso tutti quei giovani cha hanno perso la vita durante quell'orribile 2003. Invece ho trovato indifferenza, scarso impegno, altre priorità. Ma cosa può esserci più importante della difesa della VITA?

Mi trovo oggi (n.d.r. 14 agosto 2022), ancora inascoltata come gli altri tanti genitori orfani dei propri figli. BASTA È inaccettabile. Le soluzioni presentate a nome personale, come famigliari di vittime o come associazioni che hanno a cuore la prevenzione della strage stradale, sono molteplici e risalgono a molti anni fa, a troppi anni fa.

Siamo stanchi di dare indicazioni che non vengono considerate. Per esempio, non è una novità la necessità di promuovere corsi nelle Autoscuole che parlino delle conseguenze della guida irresponsabile. Noi ci siamo stati e abbiamo chiesto più volte alla Motorizzazione se ne occupasse affinché se ne parlasse in TUTTE le Autoscuole.

Noi non abbiamo MAI smesso di incontrare gli studenti nelle Scuole, ma siamo in pochi: è il MIUR che se ne deve occupare e che deve fornire i formatori in tutti gli Istituti Scolastici Nazionali. Dal MIUR si gradirebbe anche sapere perché l'Educazione stradale prevista per legge, già dal 1992, non sia mai stata avviata con regolarità e capillarità. La repressione è ancora necessaria: come si possono fare i controlli necessari, la deterrenza necessaria se le Forze dell'Ordine sono sempre più esigue?

Non ne veniamo fuori se non pensiamo di mettere in atto un Piano per una mobilità sostenibile, riducendo la velocità, incrementando gli spostamenti in bicicletta o con i mezzi pubblici. Non è sufficiente fare le rotonde se poi non ci occupiamo della viabilità circostante e non pensiamo alla sicurezza di TUTTI gli utenti della strada: la strada deve essere di TUTTI non soltanto dei conducenti dei mezzi a motore.

Probabilmente questi ragazzi sarebbero ancora con le loro famiglie, i loro amici se ci fosse stata la possibilità di avere taxi notturni a modiche somme, come qualcuno suggeriva. Ricordiamo le iniziative di anni fa: i pullman che portavano a casa in sicurezza i ragazzi, i volontari fuori dalle discoteche a sensibilizzare. Poi purtroppo non è continuato nonostante le nostre sollecitazioni. Ora è tempo di riprendere. È necessario un piano d'Azione SUBITO!"

 

 


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Ingrid Feltrin Jefwa
Direttrice responsabile

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