05 luglio 2020

Nord-Est

“Senza cultura, nessun futuro”, la denuncia dei lavoratori del settore

“In Veneto migliaia di luoghi culturali chiusi, grave rischio per il territorio”

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“Senza cultura, nessun futuro”, la denuncia dei lavoratori del settore

Da tre giorni in tutta Italia e anche in Veneto i lavoratori del settore culturale si sono mobilitati per la protesta diffusa “Senza Cultura Nessun Futuro”, lanciata dal movimento Mi Riconosci? Sono un professionista dei beni culturali: immagini sui social, flash-mob in piazza, fotodenunce, per segnalare lo stato di abbandono e disinteresse che sta colpendo i luoghi della Cultura e gli operatori del settore.

 

 

“Sono mesi che il Ministero si ostina a dire che “la cultura non si ferma”, ma la verità è che migliaia di istituti culturali sono fermi, da tre mesi, mentre tutti gli altri hanno subito un violento rallentamento delle proprie attività, a tempo indeterminato” spiega Alice Battistella, storica dell’arte e accompagnatrice turistica “A Venezia e Verona, città che avevano basato il loro indotto culturale sul turismo, è quasi tutto ancora chiuso, e ancor peggiore è la situazione di moltissimi musei, nazionali e civici, diffusi sul territorio”. Dai capoluoghi ai piccoli comuni gli attivisti hanno denunciato la situazione dei musei, chiusi per l’80%, degli archivi e delle biblioteche, che stanno offrendo servizi molto limitati, e dei teatri e dei cinema, ancora chiusi a lungo. Non per l’emergenza sanitaria, ma per la mancanza di fondi e personale, spiegano gli attivisti, producendo un impatto durissimo sulla società e le comunità, soprattutto quelle più deboli, che si vedono private dei loro spazi culturali.

 

 

“Non parliamo solo di piccole realtà” spiega Leonardo Bison, archeologo e attivista “Sono chiusi istituti di primaria rilevanza, mentre chi ha aperto boccheggia: senza investimenti e pianificazione, anche le realtà che funzionavano bene prima della pandemia rischiano di chiudere, mentre quelle che hanno maggior bisogno di aiuto potrebbero non riaprire a lungo. Le conseguenze sui lavoratori del settore sono drammatiche. In centinaia di migliaia hanno perso il lavoro tre mesi fa e non vedono prospettiva”. La protesta diffusa, che sta raccogliendo adesioni e consensi anche sui social, continuerà nei prossimi giorni, raccogliendo segnalazioni per un dossier che sarà consegnato al Ministro dei Beni Culturali e al Governo. Gli attivisti chiedono alla Regione di sedersi a un tavolo con le amministrazioni locali e i professionisti culturali attivi sul territorio per costruire il rilancio del settore, per non privare il Veneto di migliaia di luoghi culturali per mesi o anni.

 



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