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15 luglio 2024

Cronaca

18nne percorre 100 km aggrappato al treno. Era una sfida social

La corsa finisce in ospedale, ora rischia pesanti sanzioni

| Carlo De Bastiani |

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| Carlo De Bastiani |

Polfer

ANCONA - Un'impresa tanto pericolosa quanto insensata ha visto protagonista un giovane di 18 anni originario di Ancona, che ha messo a repentaglio la propria vita per una presunta sfida social. Il ragazzo ha percorso circa 100 chilometri aggrappato al locomotore di coda di un treno regionale sulla tratta Civitanova Marche-Pescara, documentando l'intera esperienza con il proprio smartphone.

 

L'episodio è stato ricostruito dalla Polizia Ferroviaria grazie alle immagini delle telecamere di sorveglianza. Il giovane avrebbe iniziato la sua folle corsa a Civitanova Marche, terminandola alla stazione di Pescara, dove è giunto in condizioni di estrema stanchezza e dolore.

 

All'arrivo nel capoluogo abruzzese, il 18enne è stato notato da un ferroviere che ha prontamente allertato la Polfer. Le sue condizioni hanno richiesto l'intervento immediato di un'ambulanza del 118, che lo ha trasportato all'ospedale Spirito Santo di Pescara per le cure necessarie.

 

Secondo le prime ricostruzioni, il motivo di questo gesto sconsiderato sarebbe da ricercarsi in una "challenge" social, una di quelle sfide estreme che spopolano tra i giovani sui social media, spingendoli talvolta a compiere azioni pericolose per ottenere visibilità online.

 

Le autorità stanno ora valutando le sanzioni da applicare al giovane, che potrebbero essere particolarmente severe considerata la gravità del gesto. Tuttavia, al di là delle conseguenze legali, l'episodio solleva importanti questioni sulla consapevolezza del pericolo tra i giovani e sull'influenza dei social media nei comportamenti a rischio.

 

Questo incidente si aggiunge a una serie di episodi simili che hanno visto protagonisti adolescenti pronti a mettere a repentaglio la propria incolumità per il gusto di una sfida o per conquistare qualche minuto di notorietà online. È un fenomeno che richiede una riflessione profonda da parte di educatori, genitori e istituzioni sulla necessità di promuovere una maggiore consapevolezza dei rischi e un uso più responsabile dei social media tra i giovani.

 

Mentre il giovane protagonista di questa vicenda si riprende dallo spavento e si prepara ad affrontare le conseguenze delle sue azioni, resta la speranza che la sua storia possa servire da esempio per scoraggiare altri dal compiere gesti simili, privilegiando invece sfide costruttive e sicure che non mettano a repentaglio la vita.


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