29 marzo 2020

Treviso

A 50 anni da Piazza Fontana, stemma della città di Treviso a Lorenzon, il testimone coraggioso

Il sindaco Conte ha consegnato una pergamena a Lorenzon per il valore civile della sua testimonianza

| Isabella Loschi | commenti |

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Guido Lorenzon, Mario Conte

TREVISO - Oggi, cinquant’anni fa, il 12 dicembre 1969, nella Banca dell’Agricoltura di piazza Fontana a Milano, esplode una bomba: 17 morti, 88 feriti. Gli attentati terroristici di quel giorno furono cinque, e colpirono contemporaneamente Roma e Milano. Le indagini si sono susseguite nel corso degli anni, con imputazioni a carico di vari esponenti anarchici e neofascisti; tuttavia alla fine tutti gli accusati sono stati sempre assolti.

Ma se oggi sappiamo come sono andate le cose lo dobbiamo al trevigiano Guido Lorenzon, allora professore, il testimone che per primo consentì alla magistratura di accertare il ruolo di Giovanni Ventura e Franco Freda nella strage di piazza Fontana.

Ieri Lorenzon ha ricevuto dalle mani del sindaco di Treviso, Mario Conte, una pergamena e lo stemma ufficiale della Città di Treviso per il valore civile della sua testimonianza, oggi rivolta soprattutto ai giovani per far conoscere la verità su questa tragica pagina della storia d'Italia. La cerimonia è avvenuta all’auditorium di Santa Caterina in apertura della giornata dedicata ai 50 anni dalla strage.

Una giornata rivolta soprattutto alle scuole: erano presenti infatti 230 studenti del liceo Canova e del liceo Artistico statale, che hanno potuto ascoltare il “Racconto civile” che Guido Lorenzon, insieme al giornalista Daniele Ferrazza, ha dedicato alle vicende che lo videro testimone nella tragica vicenda giudiziaria.

Gli studenti hanno assistito al reading teatrale nel quale è stata ricostruita l’intera vicenda: dallo scoppio della bomba agli attentati che l’avevano preceduta, dai primi arresti degli anarchici – che risultarono estranei - sino all’arresto di Freda e Ventura che, condannati in primo grado all’ergastolo, furono poi assolti in via definitiva dalla Cassazione dall’accusa di strage. Le sentenze successive, tuttavia, dimostrarono la responsabilità di Freda e Ventura: esattamente come aveva intuito e denunciato Guido Lorenzon. Sottolineato anche il ruolo di due magistrati all’epoca in servizio a Treviso: il procuratore Pietro Calogero e il giudice istruttore Giancarlo Stiz.

“Abbiamo voluto promuovere questa cerimonia – ha spiegato il sindaco Conte -perché è importante trasmettere la memoria di ciò che è successo e del ruolo che ha avuto Treviso, nel bene e nel male, in questa vicenda. Serve soprattutto alle nuove generazioni. Ci sono bombe che uccidono le persone e ci sono bombe altrettanto pericolose che fanno male: oggi, ad esempio, l’uso delle parole nei social network può essere molto pericoloso. Lo dico per primo alla politica: dobbiamo tutti abbassare i toni e cercare sempre di capire le ragioni degli altri. Grazie a Guido Lorenzon perché con la sua testimonianza civile ha consentito l’accertamento della verità”.

 



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Isabella Loschi

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