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02 febbraio 2023

Castelfranco

Il consiglio comunale di Castelfranco unito nel salvaguardare l'ospedale San Giacomo

Ai dati che evidenziano situazioni di criticità nell'ospedale castellano, maggioranza e opposizione sono al lavoro insieme per chiedere interventi da parte di Ulss e Regione Veneto.

| Leonardo Sernagiotto |

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| Leonardo Sernagiotto |

ospedale San Giacomo di Castelfranco

CASTELFRANCO – La situazione dell’ospedale San Giacomo di Castelfranco, negli ultimi anni al centro del rovente dibattito politico cittadino, ha messo per una volta d’accordo maggioranza e opposizione, unite per chiedere alla direzione sanitaria dell’Ulss2 e alla Regione Veneto maggiori interventi in favore dei servizi socio-sanitari offerti.

In sede del Consiglio comunale di lunedì, a prendere la parola è stato il gruppo di minoranza di Castelfranco Merita, prima tramite il capogruppo Sebastiano Sartoretto, poi con Claudio Beltramello. Soprattutto quest’ultimo ha snocciolato i dati dei diversi reparti, sia dell’ospedale generalista, sia dello IOV (Istituto oncologico veneto), sottolineando la generale sofferenza di entrambe le strutture.

Se alcuni fenomeni sono riconducibili a dinamiche nazionali (come la limitata offerta di personale sanitario, sia medico, sia infermieristico), Castelfranco presenta un quadro più drammatico rispetto agli ospedali limitrofi. Ad esempio, nell’arco di un triennio il calo delle nascite a Castelfranco si avvicina al 50% (rispetto a un 10% nazionale), portando il punto nascite drammaticamente vicino alla soglia dei 500 parti annui, sotto la quale è a rischio stesso la permanenza del servizio.

Accanto a reparti che continuano a funzionare bene (tra tutti cardiologia), la precarietà di alcuni settori, compreso il pronto soccorso, porta molti medici e infermieri a disdegnare Castelfranco e a puntare verso altri ospedali, innescando un circolo vizioso deleterio per il nosocomio castellano, che risulta poco appetibile per le nuove leve.

Non va meglio con lo IOV, in ritardo rispetto alle tabelle prefissate. A difficoltà infrastrutturali non risolvibili a breve, si aggiunge la questione dei bunker di radioterapia, ancora sulla carta, non essendo stati avviati i lavori. In generale, mentre lo IOV non riesce a sopperire ai servizi, da Padova, sede principale dello IOV, non vedono di buon occhio il distaccamento castellano e sono convinti che finito il nuovo ospedale patavino, lo IOV ritornerà nella città del Santo.

Di fronte a questo quadro, la maggioranza concorda con le opposizioni nella volontà di lanciare un messaggio ai vertici della sanità regionale, mettendo sul tavolo diverse proposte, come quelle anticipate da Guido Rizzo (Fratelli d’Italia), riguardanti il prossimo piano socio-sanitario veneto, così come il recupero di spazi non utilizzati dallo IOV in favore della parte generalista dell’ospedale e il potenziamento dei servizi territoriali.

Alla proposta di Beltramello di stendere una prima bozza di mozione per impegnare sindaco e giunta a far sentire le istanze di Castelfranco in Regione, il primo cittadino Stefano Marcon si è mostrato disponibile: “L’attuale situazione dell’ospedale presenta delle criticità da noi segnalate fin dall’inizio. Ben venga la mozione: lavoriamoci assieme, anche con un tavolo informale, insieme all’assessore Franco Pivotti e capigruppo consiliari”.

 


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Leonardo Sernagiotto

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