07 aprile 2020

Treviso

Io amo la mia vita e sono felice

| Alberta Bellussi | commenti |

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| Alberta Bellussi | commenti |

Io amo la mia vita e sono felice

Tutto ciò che c’è scritto in questo pezzo potrebbe sembrare banalmente normale ma invece è incredibilmente speciale perché chi me lo racconta sono 4 ragazzi con la Sindrome di Down, Stefano, Michele, Michele e Michael, ragazzi dell’Aipd Marca Trevigiana che hanno vinto la loro sfida dell’autonomia. Sono ragazzi speciali che, in un pomeriggio trascorso insieme, mi hanno raccontato, con grande soddisfazione e simpatia, come si svolge la loro quotidianità ma soprattutto mi hanno trasmesso il loro grande amore per la vita.

 

Sono ragazzi felici e consapevoli dei loro obiettivi raggiunti che con la loro purezza d’animo conquistano velocemente i cuori sensibili; hanno un amore per la vita contagioso. In Italia oggi 1 bambino ogni 1.200 nasce con la sindrome di Down, ma negli ultimi 40 anni molte cose sono cambiate a livello nazionale ed europeo.

 

In Europa, l’aspettativa di vita delle persone con sindrome di Down è di 62 anni; l’80% raggiunge i 55 anni e il 10% arriva ai 70. Se negli anni ’40 difficilmente i bambini con sindrome di Down superavano i 12 anni di età oggi, su 38mila persone, 25mila sono maggiorenni. L’idea più diffusa, fino a non molti anni fa, era che le persone con questa Sindrome sarebbero state per sempre dipendenti dai loro genitori, degli eterni bambini che non avrebbero potuto inserirsi nella società e nel mondo del lavoro; per fortuna oggi la realtà è diversa: si è allungata la loro aspettativa di vita, frequentano la scuola dell’obbligo ma la conquista più bella e importante è che è cresciuto il loro livello di autonomia, molti di loro hanno un lavoro e una quotidianità normale, grazie all’impegno delle loro famiglie e delle associazioni.

 

 

E’ ormai consapevolezza acquisita che una buona autonomia, personale e sociale, anche per i ragazzi con la Sindrome di Down rappresenti uno dei prerequisiti fondamentali per garantire una buona inclusione sociale, nel mondo del lavoro e in una futura vita fuori casa; l’Associazione Trevigiana da anni propone progetti volti a raggiungere questo importante obiettivo.

 

Cosa fate voi nella vostra giornata?

Michael, io ho 22 anni. Io sono di Francenigo e ogni giorno prendo il pullman da solo e vado a lavorare alla Fender; lavoro nel vetro, fino alle 16 e mangio in azienda. Una volta alla settimana veno all’ATL.

 

Michele C. ho 29 anni e lavoro nell’ospedale civile di Conegliano, in cucina. Mangio in ospedale con i miei colleghi e il cibo è molto buono. Lavoro da tanto tempo in ospedale e mi trovo bene. Vengo da Colfosco e arrivo da solo a lavorare con il pullman. Ho il mio abbonamento, che rinnovo ogni mese e sono davvero autonomo. Dopo il lavoro vado a fare nuoto a Pieve di Soligo. Noi del nuoto abbiamo un gruppo whatsapp che si chiama Stella Marina dove ci scriviamo tutte le nostre attività e delle gare che facciamo. So nuotare tutti gli stili. Poi faccio ATL una volta alla settimana e teatro.

 

Stefano ho 27 anni. Tifo la Lazio da poco. Vengo da Scomigo. Prendo l’autobus da solo e lavoro in asilo al Pio X. Poi al pomeriggio vado a nuoto e all’ATL.

 

Michele B. ho 20 anni e abito a Col San Martino. Mi sono diplomato lo scorso anno alla Scuola Agraria di Montebelluna. Io sto cercando lavoro e vado a nuoto e a judo. Ho la grande passione di cucinare le fritelle.

 

Che cos’è l’ATL?

 

Nirsa, la coordinatrice mi spiega che ATL (Agenzia del Tempo Libero) è un percorso dell’AIPD; hanno già fatto il percorso antecedente che è “il club dei ragazzi” dove vanno a sviluppare le cinque aree di autonomia. ATL, invece, è un gruppo che facciamo a cadenza settimanale dopo il lavoro. Sono 3 ore di attività che scelgono loro. I ragazzi stillano una lista di tutte le attività che gli piacerebbe fare durante l’anno insieme. Il martedì nella sede di Conegliano si svolge il corso di sala e cucina; al corso di sala partecipano Stefano e Michael, e Michele B. invece fa cucina. È un’attività che l’Associazione fa per permettere ai ragazzi partecipare ai vari eventi enogastronomici a cui sono chiamati ma anche come possibile sbocco lavorativo.

 

Chi mi racconta un’attività che avete fatto recentemente?

 

Michele C.- Siamo andati a giocare a bowling siamo partiti dal centro di Conegliano con l’autobus due mercoledì fa, mentre mercoledì scorso siamo andati a Mareno nella nostra sede a fare la pizza. Prima siamo andati a fare la spesa e poi abbiamo fatto la pizza che era buonissima. Abbiamo un’agenda che scriviamo le attività che facciamo e quelle che faremo. Riusciamo sempre a metterci d’accordo tra di noi e ci divertiamo un sacco a fare queste attività grazie all’Associazione AIPD Marca Trevigiana e a tutte le persone che ci stanno accanto nella nostra vita.

 



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