03 dicembre 2020

Conegliano

Li abbiamo visti saltare. Ecco i ragazzi del Parkour

A Conegliano e a Vittorio due squadre di uno sport che aiuta mente e corpo

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Li abbiamo visti saltare. Ecco i ragazzi del Parkour

CONEGLIANO/VITTORIO VENETO - I pochi che abbiano già sentito il termine, penseranno a degli scavezzacollo che saltano sui muri per scappare dalla polizia, o ai protagonisti di certi video che hanno scoperto per caso in cui dei ragazzi si lanciavano dal terzo piano atterrando su un cumulo di neve. Beh, il Parkour non è questo ma, per definizione, un'arte marziale francese il cui obbiettivo è compiere un percorso, superando qualsiasi genere di ostacolo vi sia presente con la maggior efficienza di movimento possibile, adattando il proprio corpo all'ambiente circostante.

Il termine significa "percorso" e trae ispirazione da una tecnica di addestramento militare, chiamata Metodo di Herbert. Il fondatore di questa arte è David Belle, figlio di un pompiere addestrato secondo il suddetto metodo, insieme a un gruppo di traceurs (coloro che praticano il Parkour, letteralmente "tracciatori di percorsi"), gli Yamakasi. Quando camminando vediamo dei ragazzi compiere delle acrobazie all'aperto, dobbiamo essere consapevoli che quello è il frutto di mesi, se non anni di allenamento in tutta sicurezza, anche all'interno di palestre attrezzate allo scopo. Parkour è anche una filosofia di vita, che insegna a vedere gli elementi dell'ambiente circostante come punti d'appoggio, non ostacoli, e a pensare alla vita proiettati verso il futuro, senza esitare.

 

Abbiamo intervistato Nicolò Tonon, membro della squadra Ost Pakour di Conegliano.

In genere, quando vi allenate all'aperto, come reagiscono le persone?

Quelli che ci conoscono ogni tanto si fermano a guardarci o ci fanno i complimenti, ma molti si lamentano perché pensano stiamo rovinando luoghi pubblici, il che ovviamente non è vero. Non tutti sono disposti a parlarne, ed è difficile avere un dialogo. Come squadra è importante dimostrare che siamo organizzati e che siamo lì per allenarci, non per farci del male o danneggiare aree pubbliche. Esiste addirittura il parkour funzionale per anziani.

Se questo sport fa così bene al corpo, perché non viene sfruttato?

In realtà, le acrobazie che vengono compiute sono movimenti naturali del corpo compiuti all'aria aperta. È la mentalità di base ad essere sbagliata. Stiamo organizzando delle giornate nelle scuole elementari e medie, e molti genitori inizialmente sono preoccupati. Dopo aver assistito a qualche lezione però cambiano radicalmente idea e ne sono entusiasti.

A tuo parere, da cosa sono dati i pregiudizi verso questo sport?

È potenzialmente meno pericoloso e più utile di molte altre discipline. Il problema è che il parkour, non essendo nato come uno sport ed essendosi sviluppato recentemente, è meno regolamentato e meno conosciuto. Oltretutto il maggior mezzo di diffusione è internet, e chiunque può caricare propri video, ma quello non è parkour. Per riconoscere i video girati da esperti piuttosto che da pazzi incoscienti, bisogna avere una conoscenza di base in questo settore.

Come ti aiuta la filosofia del parkour nella vita di tutti i giorni?

Se hai un blocco, che sia fisico o mentale, sai che lavorandoci sopra con impegno e costanza, lo puoi superare.

Abbiamo inoltre posto qualche domanda ad Alessio Mazzucco, cofondatore della Se- Fhora Parkour di Vittorio Veneto

Dal punto di vista strettamente fisico, che vantaggi può portare il praticare questo sport?

Partendo dal presupposto che il Parkour non comporta salti mortali, un adeguato allenamento può portare a consocerei meglio il proprio corpo e se stesso in generale. Ti porta ad acquisire maggiore mobilità e ti insegna ad adeguarti a molte situazioni in campo fisico allenamento completo di tutto il corpo)

Circa un anno e mezzo fa hai subito un'operazione alla spalla che ne ha in parte compromesso la mobilità e ha richiesto diversi mesi di recupero. Come ti ha aiutato il parkour a superare la cosa?

E' stata una ripresa lunga e piena di sacrifici, ho addirittura rischiato di dover rinunciare a ciò per cui avevo lottato a lungo. Semplicemente il parkour ti porta a decidere se lasciarti cadere o rialzarti dopo problemi come questo. Non saprei come spiegarlo in altro modo. Ho affrontato la questione con calma e non ho mai smesso di crederci, il parkour resta la mia vita.

E cosa puoi dire della Se-Fhora?

In fondo ti sei addirittura tatuato questa scritta, come il tuo migliore amico Giorgio. Il concetto di squadra in questo sport è relativo, perché è una cosa che fai per te misurandoti con te stesso, ma interagendo in continuazione sia con l'ambiente che con le persone che ti circondano. Ho avuto un squadra per sei anni con la quale ho condiviso lacrime, sudore e gioia. Anche se ora la squadra per motivi organizzativi in sè non esiste più, e siamo rimasti in quattro, continuiamo a portare avanti questa passione.

 

Questi ragazzi e tutti coloro che condividono la loro passione, sono la massima espressione di quello che vuole dirci Daniel Ilabaca, uno dei maggiori esponenti del parkour : "Uno dei miei obbiettivi è aiutare le persone a realizzare che il parkour è uno strumento così potente da poter cambiare molte vite".

Margherita Eva Mozzato

 


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