29 novembre 2020

Treviso

Rosaria fa l'insegnante ma quest'anno non potrà lavorare perché vittima di un errore

Nessuno le ha notificato l’assegnazione della cattedra e risultando assente ha perso il lavoro: colpa del sistema di reclutamento che fa acqua da tutte le parti

| Roberto Grigoletto |

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Rosaria fa l'insegnante ma quest'anno non potrà lavorare perché vittima di un errore

TREVISO - Verrebbe da farla la citazione biblica: “Molti i chiamati pochi (non tutti) gli eletti”. Cade a pennello per una descrizione sommaria della vicenda nomine degli insegnanti supplenti per l’anno scolastico primo dell’era Covid. Incarichi che hanno viaggiato in rete, su piattaforma o con posta elettronica. Ma solo nelle province i cui Uffici scolastici hanno abbracciato di buon grado – e poi con presumibile pentimento - l'innovazione ministeriale di telenominare a distanza. Perché, diciamolo pure con un altro adagio un po’ più popolare: “E’ stata più la fatica che il gusto”.

Gli intoppi non sono mancati. Neanche a Treviso: nomine di cui gli interessati si accorgevano per caso, collegandosi al sito dell’Ufficio scolastico provinciale il sabato sera; contratti arrivati per mail; comunicazioni spedite on line al mattino e recapitate alla sera; piattaforma Sigeco che l’altra sera risultava, non si sa per quale motivo, oscurata e che adesso è piena di… assenti. Storicamente e probabilisticamente le rinunce all’incarico non mancano mai. Spesse volte i convocati per un contratto a tempo determinato non si presentano nemmeno.

L’ordinanza di quest’anno recitava lapalissiana: “Gli aspiranti che abbiano rinunciato a una proposta di assunzione non hanno più titolo a ulteriori proposte di supplenze per disponibilità sopraggiunte relative alla medesima graduatorie o a posti di sostegno per il medesimo anno scolastico”. Fuori dal burocratese: se non accetti o non ti presenti, puoi pure scordarti di lavorare per l’intero anno. Nessuna obiezione, nel merito. Sarebbe un privilegio – visti anche i tempi poi – scegliere il come e il quando di un lavoro, per quanto a tempo determinato. Quest'anno bisognava anche compilarele preferenze on line, e per chi non lo ha fatto nessun appello e ripescaggio. 

Rosaria invece, assente è risultata a sua insaputa: per tempo si era registrata alla piattaforma, aveva prodotto tutti i documenti richiesti e attendeva paziente la chiamata per l’agognato incarico. E invece nessuna nomina in Sigeco, nessuna mail. Roba da: “Chi l’ha vista?”. “Il sistema di reclutamento è costato caro quest’anno: ritardi nelle nomine, confusione, avvisi, smentite e controsmentite. A me è saltato un anno di lavoro. Vedete un po’ voi”.

 


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Roberto Grigoletto

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