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08 agosto 2022

Treviso

Rovigo, truffa delle auto: dieci indagati in carcere

È stato anche disposto il sequestro di 13 conti correnti e di beni per 700 mila euro. Al vertice dell'organizzazione ci sarebbe anche una coppia di Treviso

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auto

TREVISO - Vendevano auto pregiate a prezzi vantaggiosi e poi non le consegnavano: la procura di Rovigo ha indagato 18 persone per truffa e associazione e delinquere.

Il gip ha emesso un'ordinanza che prevede la custodia cautelare in carcere per dieci degli indagati, per un altro gli arresti domiciliari. Ci sono inoltre due interdizioni all'esercizio dell'attività d'impresa.

È stato anche disposto il sequestro di 13 conti correnti e di beni per 700 mila euro. Le vittime sono diverse decine per un danno economico stimato in 600 mila euro. Le indagini sono iniziate dodici mesi dalla polizia stradale di Rovigo in collaborazione con quella di Vicenza.

I primi accertamenti hanno riguardato un anomalo tentativo di immatricolazione di una Bmw segnalato dalla motorizzazione di Rovigo.

L'attenzione degli inquirenti si è quindi concentrata su una concessionaria di Occhiobello che poi è stata chiusa improvvisamente.

Le auto venivano vendute anche online. Dopo l'episodio di Occhiobello l'organizzazione ha iniziato a vendere all'estero auto acquistate da società di noleggio o in leasing danneggiando così le ditte del settore.

Agli atti ci sono intercettazioni ambientali e telefoniche. Al vertice dell'organizzazione ci sarebbero una coppia di Treviso, un uomo di Jesolo e l'ex venditore dell'attività di Occhiobello, che è di Pordenone.
 

 



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