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29 settembre 2022

Castelfranco

Sartoretto: "Le scelte di Letta sconfessano le indicazioni del territorio"

Il capogruppo dem a Castelfranco si scaglia contro le decisioni prese dal segretario del PD, dimettendosi dalla direzione provinciale del partito.

| Leonardo Sernagiotto |

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| Leonardo Sernagiotto |

Sebastiano Sartoretto

CASTELFRANCO – La scelta dei candidati del Partito Democratico per le circoscrizioni del Veneto alle prossime elezioni politiche del 25 settembre ha creato un vero e proprio tsunami a livello dei circoli locali della nostra regione. Con la legge elettorale vigente che impedisce l’indicazione delle preferenze per i candidati, le decisioni prese a livello nazionale dal segretario dem Enrico Letta sono state mal digerite anche in provincia di Treviso, dove come capolista per la circoscrizione Veneto 1 (comprendente anche la Marca) è stata inserita la trevigiana Rachele Scarpa, 25 anni, seguita a ruota da Piero Fassino, classe 1949, politico navigato e già sindaco di Torino.

Tra i più critici riguardo alle scelte di Letta, Sebastiano Sartoretto, capogruppo dem a Castelfranco, candidato sindaco alle elezioni del 2020, perse per poche centinaia di voti. “Si tratta di una scelta che ha disatteso completamente le indicazioni del territorio e che sconfessa il duro lavoro di molti attivisti, portato avanti in un territorio difficile, dove è evidente lo strapotere della Lega”.

Sartoretto si riferisce alla griglia di una decina di candidati che la direzione provinciale di Treviso aveva inviato a quella generale di Roma: “Tra i nomi da noi indicati, c’erano donne, amministratori comunali e persone di comprovata capacità, dimostrata in anni di vita politica. Su tutti vale l’esempio di Mariarosa Barazza, capace di farsi rieleggere sindaco a Cappella Maggiore, in pieno feudo di Zaia. L’aver paracadutato candidati dall’alto in seggi sicuri [riferimento a Piero Fassino e alla romana Beatrice Lorenzin, in lista per la circoscrizione Veneto 2] e imporre candidati senza consultare gli organi provinciali è una scelta poco comprensibile in un momento in cui dovremmo tutti lavorare per cercare il massimo consenso. Aspetto che qualcuno ci dia delle spiegazioni”.

Dal canto suo, Sebastiano Sartoretto ha già deciso: “Mi sono dimesso dagli organismi della direzione provinciale del PD, perché credo debba essere dato un segnale forte. Continuerò tuttavia a militare nel campo del centro-sinistra, appartenenza che non è mai stata messa in discussione”.

 


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