18 maggio 2021

Castelfranco

SOS degli studenti del Conservatorio: "Mancano docenti"

Molti corsi del nuovo anno non sono ancora partiti a causa dei ritardi nelle nomine dei docenti da parte del Ministero dell'Università e della Ricerca

| Lieta Zanatta |

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| Lieta Zanatta |

Conservatorio Steffani di Castelfranco Veneto

CASTELFRANCO VENETO - Corsi che devono ancora partire a metà dell'anno accademico perché mancano le nomine dei docenti, didattica a distanza che comincia a diventare insostenibile, sistema scolastico che risulta paralizzato in alcune sue attività fondamentali.

E' l'amara denuncia fatta ieri dal Coordinamento Consulte degli Studenti dei sette Conservatori del Veneto (Venezia, Padova, Rovigo, Vicenza, Verona, Adria e Castelfranco Veneto).

«Ci siamo ritrovati per fare una sintesi e denunciare le problematiche che viviamo e subiamo per via della pandemia» inizia a spiegare Gabriele Ariolfo che presiede la Consulta degli Studenti del Conservatorio A. Steffani di Castelfranco.

Non che non ci fossero carenze in tempi pre-Covid. Certo queste si sono venute a sommare alle difficoltà che gli studenti riscontrano oggi.

«L'urgenza più grande che si è venuta a determinare è che alcune cattedre non sono ancora state assegnate dal Ministero dell'Università e della Ricerca nonostante l'anno accademico sia arrivato alla metà – continua Ariolfo – Bisogna dire che alcune cattedre erano vacanti anche prima per via di docenti andati in pensione o per trasferimenti. Gli istituti sono intervenuti con le risorse che avevano e come hanno potuto, attingendo dalle graduatorie dei docenti supplenti o assumendo insegnanti a tempo determinato. Ma non è stato sufficiente. A Castelfranco in particolare mancano gli insegnanti di Storia della musica, di chitarra, di arpa»

Il Conservatorio A. Steffani di Castelfranco Veneto (Foto tratta da Facebook)

Questo problema era stato posto già mesi fa al Ministero chiedendo che l’anno accademico venisse prolungato fino a luglio 2021, come era stato fatto per l’anno precedente in quanto è impossibile il conseguimento in tempo utile delle ore di frequenza.

«Molti studenti che avevano programmato di terminare gli studi in primavera sono stati costretti a rimandare la prova finale alla sessione estiva, dovendo quindi pagare per il rinnovo dell’iscrizione come fuori corso» denuncia nel suo comunicato la Consulta degli studenti.

Poi c'è il problema della didattica a distanza. «Ad oggi ci sono studenti che quasi non varcano le soglie del proprio conservatorio da mesi, costretti a una didattica a distanza utile come palliativo, ma che ormai inizia a diventare insostenibile. Alcuni corsi, quali quelli di formazione orchestrale e corale, versano in gravi difficoltà da ormai un anno»

 Alla luce di tutto questo gli studenti lanciano un appello.

«Vorremmo esortare la nuova Ministra Cristina Messa e il Ministero tutto ad una rapida risoluzione delle problematiche e dei disagi denunciati, valida non solo per l'anno accademico in corso ma anche a lungo termine. Il messaggio di speranza che la musica può veicolare è importante, ma la realtà è che come studenti e come musicisti siamo amareggiati dalla situazione. Stiamo cercando di costruire al meglio il nostro futuro all'interno del mondo professionale, tuttavia le nostre primarie necessità vengono spesso trascurate. Nonostante ciò, insisteremo nell'evidenziare le mancanze del mondo dell'Alta Formazione Artistica e Musicale, e continueremo a batterci per ottenere un'istruzione pubblica di qualità, maggiori tutele sul lavoro e una cultura accessibile a tutti»

 


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Lieta Zanatta

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