25 ottobre 2020

Castelfranco

“Vale la pena cambiare per risparmiare un caffè al giorno?”

Donatella Rettore dice la sua sul referendum di cui fa un analisi inedita raccontando anche un po’ di sé

| Ingrid Feltrin Jefwa |

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“Vale la pena cambiare per risparmiare un caffè al giorno?”

CASTELFRANCO – La “leonessa di Castelfranco” si conferma graffiante ed al contempo sorniona come ogni buon felino che si rispetti. Naturalmente stiamo parlando della regina del pop italiano, Donatella Rettore, “nata, cresciuta e residente da sempre” (come dice lei con orgoglio) a Castelfranco Veneto, che ha acconsentito a dirci la sua sul referendum, sul quale a breve gli italiani sono chiamati a pronunciarsi.

“Ho idee chiare ma confuse”: afferma la cantante con la voce di chi parla sorridendo ma è un istante, la voglia di rompere il ghiaccio, poi il tono si fa serio e concreto. “Ultimamente non si fanno più referendum su questioni popolari ma bensì politiche: secondo me su quesiti come questo potrebbero sbrogliarseli in Parlamento. L’ultimo referendum nel 2016 di fatto era per capire se ci piacesse o meno Renzi, e questa volta è uguale: per capire se ci vanno a genio oppure no i 5 Stelle”.

La cantante sfodera una grande capacità di sintesi ma anche una vene politica che racconta venirle dal papà, socialista convinto ed ex internato a Buchenwald e Mauthausen da dove fuggì prima di essere trasferito ad Auschwitz. “Mamma invece era monarchica e credeva che una sola persona potesse decidere le sorti di tutti” spiega Donatella Rettore ricordando con tenerezza la madre. Una divagazione breve poi torna sul pezzo, con il piglio di chi in realtà le idee le ha ben chiare a differenza della sua battuta iniziale.

“Vale la pena cambiare per risparmiare un caffè al giorno? Francamente ho dei dubbi anche su quanti rappresentanti avrà il Veneto in Parlamento, se passa questa modifica: credo pochi o niente! Alla fine, come sempre resteranno incollati alle sedie i peggiori e manderanno via quelli che lavorano meglio e nell’interesse del paese, prime tra tutte le donne”.

Un’analisi che non fa una grinza, le stime infatti confermano i timori della cantante sia sulla rappresentatività che sulla penalizzazione del mondo femminile. “Noi donne – prosegue passionaria la cantante – ci picchino, ci ammazzano e quando va bene ci danno cose difficilissime da affrontare, basi pensare alla Tina Anselmi che dovette sbrogliare la questione della loggia P2”.

Inevitabilmente il discorso scende nel personale o meglio nel professionale: “Nel mio piccolo pure io ho subito censure e ostruzionismo solo perché donna. All’epoca ero una ragazza in balia di queste ingiustizie: ricordo che alla Rai non volevano far passare “Cobra” perché una professoressa della commissione censura aveva detto che “toglieva l’innocenza ai giovani”, e questo mentre anche la radio del Vaticano faceva ascoltare la mia canzone”.

La conversazione prosegue, si parla di salute pubblica, di ospedali e anche di elezioni a Castelfranco dove senza dire la sua preferenza Donatella Rettore considera: “La città non è più quella di una volta in cui giravo in bici, ora vedi cemento ovunque”. Ma si dice preoccupata anche dell'inquinamento e reputa che serva una forte presa di coscienza ambientale, quindi biasima chi inveisce contro Greta Thunberg che non reputa sia strumentalizzata ma al contrario la vede come l’espressione della volontà dei giovani di cambiare ciò che non va bene.

Una chiacchierata interessante, a tratti divertente a tratti nostalgica quando ricorda i suoi affetti che mette in luce una personalità poliedrica e sensibile, quella di un’artista più che della “star” che qualcuno dipinge parlando di lei. Quanto alle sorti del referendum Donatella Rettore non ha dubbi: “Vinceranno i sì, così rimarranno i 5 Stelle ma in realtà avrà vinto la destra che in questo paese purtroppo torna sempre”.

 


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Ingrid Feltrin Jefwa
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