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30 gennaio 2023

Castelfranco

80 cartoni giapponesi saranno esposti a Villa Revendin-Bolasco a Castelfranco

I cartoni servivano al trasporto delle uova di baco da seta a metà Ottocento. Restaurati e tradotti, questi cartoni rivelano un aspetto importantissimo dell'economia castellana.

| Leonardo Sernagiotto |

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| Leonardo Sernagiotto |

Cartoni giapponesi di Villa Revedin-Bolasco a Castelfranco

CASTELFRANCO – Una collezione inaspettata, esotica e certamente originale sarà esposta nelle sale di Villa Revedin-Bolasco a Castelfranco. Non stiamo parlando di quadri o stampe antiche, bensì di una tipologia di oggetti sicuramente insolita: 80 cartoncini in fibra di gelso, realizzati in Giappone e destinati al trasporto in Europa delle uova del baco da seta dal paese del Sol Levante, alla metà dell’Ottocento.

I cartoncini saranno al centro di un convegno che si terrà nella mattina di oggi, sabato 26 novembre nel ‘Salone delle feste’ di Villa Bolasco, con l’intervento di diversi studiosi che si sono interessati alla collezione, in primis l’Università di Padova, nella figura di Raffaele Cavalli, referente e responsabile di Villa Bolasco. Sarà poi la volta dei rappresentati del Rotary Club di Asolo-Castelfranco, soggeto che ha finanziato il restauro dei cartoncini, effettuato dalla dottoressa Luana Franceschet.

Oltre alla restauratrice, prenderanno la parola anche l'antropologa Elisa Bellato e la linguista Elisa Franz, che si è occupata della traduzione delle scritte giapponesi, permettendo di conoscere il nome del produttore, il luogo di produzione e la qualità attribuita al seme-bachi. Interverrà anche Giancarlo Baggio, il fotografo che prima del restauro del 2012 ritrovò fortunosamente la collezione, destinata inesorabilmente al macero.

La collezione castellana è la raccolta privata più numerosa nel suo genere e non solo testimonia la vivacità dei rapporti tra Italia e Giappone, ma rappresenta la memoria concreta della fiorente industria della bachicoltura nell’Italia moderna, specialmente nella nostra Regione, dove villa Revedin-Bolasco, con i suoi numerosi filari di gelsi purtroppo scomparsi con l’espansione della città moderna, era uno dei centri più importanti.

La storia della collezione si lega all’epidemia di pebrina, una patologia trasmessa dalle farfalle femmina alle uova e che alla metà dell’Ottocento devastò gran parte degli allevamenti europei di baco da seta. La necessità di trovare uova di baco da seta sane spinse gli imprenditori italiani a organizzare spedizioni in Oriente e in particolare in quel lontanissimo Giappone, che, da poco uscito dal suo isolazionismo, avrebbe trovato proprio nell’Italia un partner commerciale importantissimo.

 


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Leonardo Sernagiotto

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