03 dicembre 2020

Oderzo Motta

Artale un falso deportato? "Abbiamo agito in buona fede"

L'amministrazione di Cessalto risponde alla bufera scatenata sul testimone della Shoah Samuel Artale, intanto salta l'appuntamento a Motta di Livenza

| Gloria Girardini |

| Gloria Girardini |

 Samuel Gaetaneo Artale von Belskoj-Levi

CESSALTO- Delusione e sconcerto da parte dell’amministrazione comunale di Cessalto di fronte alla bufera che si è scatenata su Samuel Gaetaneo Artale von Belskoj-Levi. L’uomo che a partite dal 2005 ha iniziato un percorso nelle scuole e nei paesi di tutta Italia, soprattutto in Veneto, per portare la sua testimonianza come sopravvissuto al campo di concentramento di Auschwitz. Una testimonianza che non ha mai convinto i massimi rappresentati della comunità ebraica italiana, secondo i quali l’uomo non sarebbe originario di una famiglia ebraico tedesca, ma di Cosenza. A supporto della tesi degli esperiti diversi elementi storici  raccontati dall'uomo che non coincidono e la mancanza di documentazione della famiglia Artale von Belskoj-Levi negli archivi tedeschi sui deportati.

 

A toccare da vicino questa scoperta il Comune di Cessalto, che ha invitato lo scorso 23 gennaio l’uomo a raccontare la propria storia di fronte ai ragazzi delle scuole della zona. Durante l’incontro è stata letta una lettera scritta dalla senatrice Liliana Segre indirizzata ai ragazzi presenti. “Vista la notizia circa la presunta falsa testimonianza del dottor Samuel Gaetano Artale von Belskoj-Levi, ci sentiamo in dovere di chiarire alcuni aspetti della vicenda-ha dichiarato l’amministrazione-L'ingegner Artale ha cominciato a raccontare questa storia parecchio tempo fa e ha parlato con centinaia di migliaia di persone in questi anni.Ha trasmesso un messaggio assolutamente positivo, di pace e di giustizia, di integrazione e di amore, ha raccontato la storia degli orrori all'interno dei campi di concentramento. Nessuno, prima di noi, si è posto il dubbio, e parliamo di centinaia fra Comuni, Enti, Associazioni, Istituti, auspichiamo pertanto che, nelle sedi opportune, si faccia chiarezza sulla vicenda. Noi siamo solo gli ultimi di una lunghissima serie. Questa amministrazione agendo in buona fede, ha cercato di trasmettere ai propri ragazzi un messaggio di pace in occasione della Giornata della Memoria”.

 

L’uomo nelle settimane precedenti, quando ancora non era esplosa la notizia della presunta falsa testimonianza, era stato invitato dal Centro Culturale Giorgio La Pirra e Fucina n.4 per raccontare la propria esperienza nel campo di concentramento il 20 febbraio in patronato a Motta di Livenza. Gli organizzatori in queste ore hanno deciso di annullare l'incontro.

 



Gloria Girardini

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