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28 gennaio 2022

Treviso

BUONA DOMENICA "Scherzare" con il fuoco

Contagi in risalita, quarta ondata alle porte. E intanto c'è chi manifesta in piazza, senza essere vaccinato.

| Roberto Grigoletto |

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| Roberto Grigoletto |

Manifestazione no vax Novara - deportati ebrei

TREVISO - Europa dell’est epicentro della quarta ondata. Romania, Polonia Bulgaria: l’immunizzazione che non c’è determina in questi giorni la recrudescenza dei contagi e la lotta di contrasto al virus sta innestando la retromarcia. Alla fine del prossimo mese di febbraio si potrebbero contare più di mezzo milione in più di morti per Covid. Siamo in guerra, tra una tregua e un’altra. La lotta continua. E uccide, ancora. Si combatte, con le armi dei vaccini: terza dose. E poi quarta e poi quinta e poi… tutte quelle che serviranno.

Lo avevano previsto gli scienziati, lo sapevamo dall’inizio che con questa brutta bestia avremmo dovuto convivere a lungo, però con difese (i vaccini) sempre più efficaci. Se assunti, da tutti. Perché se è vero che il virus torna a correre, altrettanto è vero che sappiamo il perché. A Treviso - tra le dieci province con il più alto tasso di infetti, cento al giorno - l’impennata dei contagi si è registrata nei giorni successivi alle manifestazioni dei no vax, nelle piazze alla fine vietate alle carellate non soltanto di irresponsabilità ma di pericolo pubblico autentico.

“I sindaci possono prendere provvedimenti negando gli spazi se sussistono problemi di ordine pubblico” - ha garantito il Prefetto di Treviso, Maria Rosaria Laganá è così ha deciso di fare il sindaco del Comune capoluogo Mario Conte.

Eventi di piazza che - pazienza (?) per il ridicolo misto a patetico di certi slogan - hanno raggiunto l’apice della indecenza a Novara sabato scorso con i no vax in abito da deportato di lager nazisti e il filo spinato in testa. Se ancora, da qualche parte, si nutriva qualche dubbio sul “fattore ignoranza” che alligna nell’estremismo no vax, l’esibizione del cattivo gusto in quel di Novara è la prova che non di solo pregiudizio verso la comunità scientifica di tratta ma di vilipendio della Storia. Così tanto stanno a cuore coloro che continuano a morire oggi (per Covid) e che morirono allora (con l’Olocausto). Dove sta il crimine? Nella… “dittatura sanitaria”? Nella lotta salvavita in tempo eccezionale di emergenza sanitaria è come combattere in una guerra.

“Quella gente è proprio fortunata perché ha potuto mimare la sofferenza senza viverla, non sa cosa hanno davvero sofferto coloro che sono stati prima esclusi, poi discriminati, infine annientati”. Essenziale e sobria la senatrice Liliana Segre, come pochi come lei sanno essere di fronte all’assurdità di sceneggiate come questa. Che di questo - ma con cattiveria verso la memoria - si è trattato. “È stata una recita ma è servita a far passare il messaggio” - ha assicurato a “La Stampa” uno dei manifestanti novaresi, Giuseppe Gallenti, dopo aver recitato il Rosario insieme agli altri (ma a questo punto non si è mica capito per chi e per cosa si sia pregato). Intanto il parroco di Varallo Sesia non gliele ha risparmiate: “Vergognatevi, all’orrore dei lager non c’è paragone".

Che sul significato della Giornata della Memoria celebrata ogni 27 gennaio nelle scuole, ci sia bisogno di qualche ripassatina a certi “adulti” risulta, a questo punto, abbastanza acclarato.

Buona domenica

 


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Roberto Grigoletto

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