22 febbraio 2020

Castelfranco

Cinque classi "di troppo" al Nightingale: trovargli un posto diventa una odissea

La Provincia è arrivata anche a battere al tappeto le agenzie immobiliari della zona

Mauro Favaro | commenti |

Mauro Favaro | commenti |

Istituto Nightingale

CASTELFRANCO – Le scuole di Castelfranco sono troppo piccole. Dopo il liceo Giorgione, il cui ampliamento è rimasto sempre e solo sulla carta, negli ultimi due mesi anche l'istituto Nighitingale ha dovuto fare i conti con spazi ridotti all'osso. Tanto che la Provincia, ente che ancora gestisce le superiori, ha dovuto affrontare una vera e propria odissea per trovare una sistemazione alternativa ad un centinaio di ragazzi, suddivisi in cinque classi.

 

Per loro, infatti, sembrava non esserci posto da nessuna parte. Non nell'istituto tecnico Martini, l'unico ad essersi fatto avanti mettendo però a disposizione solo due aule, e neppure nell'ormai ex liceo paritario Maria Assunta, dato che la Diocesi dopo aver chiuso l'attività lo scorso agosto ha fatto sapere di non essere interessata a ospitare altri studenti. Risposta pressoché identica è arrivata dalla parrocchia che ha in gestione il palazzetto dello sport, che inizialmente si era resa disponibile tranne poi tornare sui propri passi per problemi di sovrapposizione con altre attività già programmate.

 

In tutto ciò il Sant'Artemio non si è dato per vinto e ha addirittura passato in rassegna le agenzie immobiliari della zona. Senza, però, trovare nulla di adeguato. La situazione si è così sbloccata solo verso la fine del mese scorso, quando il Comune ha segnalato alla Provincia di aver fatto i salti mortali per riuscire a liberare l'intero primo piano delle medie “Martiri della libertà” di Treville e di essere pronto a ospitare in quella scuola le cinque classi del Nightingale che proprio non ci stanno nella pur recente sede di via Verdi.

 

Ovviamente non in modo gratuito. Il Sant'Artemio, infatti, verserà nelle casse del municipio 25 euro all'anno per i prossimi tre anni, oltre a un rimborso forfettario delle spese di gestione pari a 9 mila euro per ogni 12 mesi. Nel frattempo, tagli e riordino degli enti provinciali permettendo, si proverà finalmente a costruire qualcosa di nuovo.

 



Mauro Favaro

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