22 febbraio 2020

Treviso

Crisi: vendite online e commercio estero per rilanciare l'economia della Marca

Commercianti e artigiani: difficoltà di accesso al credito ostacolano ancora la ripresa

Davide Bellacicco | commenti |

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Crisi: vendite online e commercio estero per rilanciare l'economia della Marca

TREVISO- La prima metà del 2015 sarà ricordata per i primi timidi segni positivi nei dati macroeconomici, segno di una lenta ripresa dopo le macerie lasciate dalla crisi. Per commercianti e artigiani della Marca è tempo di analisi. L’accesso al credito resta uno dei problemi fondanti anche nel contesto imprenditoriale nostrano. Gli scenari europei, inevitabilmente, si sono riflessi nella scelta degli istituti di credito di comprimere le erogazioni, ciò malgrado le opposte indicazioni di una BCE che ha abbondantemente favorito le casse delle stesse perché non limitassero i prestiti. Anche le Banche di Credito Cooperativo, figlie del territorio e da sempre assai attente alla salvaguardia dell’imprenditoria locale, secondo gli indicatori, sembrerebbero assecondare, pur con gli opportuni distinguo, le tendenze dei più grandi colossi multinazionali, soprattutto dopo le puntuali verifiche di Bankitalia sul fronte stabilità.

Eleonora Visentin, referente di Terfidi Veneto, società cooperativa operante per conto di ASCOM-Confcommercio nel settore delle garanzie finalizzate ad ottenere condizioni più vantaggiose per gli esercenti che necessitino di aperture di linee di credito, denuncia l’ormai consolidata prassi degli istituti bancari di richiedere la stipula di contratti autonomi di garanzia, con adempimento del garante, quindi, a prima richiesta. Questo, onde scongiurare sofferenze nei bilanci delle banche derivanti da un accumulo di insolvenze. “In questo modo la banca a cui l’esercente si rivolge scarica ogni rischio su quei soggetti che da sempre cercano di aiutare le attività in difficoltà perché nuove o perché in crisi”. La dott.ssa Visentin, che riconduce queste tendenze agli assai più stringenti vincoli a tutela della solidità delle banche, introdotti con i nuovi accordi di Basilea, prova rammarico per un sostegno pubblico che percepisce scemare e che lascia le realtà che sul territorio aiutano le imprese, prive di margini d’azione.

Nel settore artigianato, secondo il Presidente della Confartigianato trevigiana, dott. Renzo Sartori, si registra un lieve segnale di ripresa nel settore edilizia e in quello legno e arredo. Nessun problema per quanto concerne le attività che si orientano sul commercio con l’estero. Bene anche la meccanica di precisione. Anche fra le imprese artigiane resta il problema dell’accesso al credito, in media ancora difficoltoso a causa di numerose situazioni di sofferenza o insolvenza residue dopo gli anni di recessione. “È uno scenario paradossale, perché a vedersi negati i prestiti sono proprio le aziende che ne avrebbero davvero bisogno”.

Fra gli esercenti, spiega, invece, la referente di Terfidi, “assistiamo ad un trend positivo nel settore abbigliamento e calzature. Meno bene le vendite al dettaglio classicamente intese, complici soprattutto il proliferare di grandi centri commerciali nelle periferie urbane. Resiste e anzi mostra un promettente segnale positivo l’attività di vendita on-line, il cosiddetto e-commerce, in particolare se concepito come mezzo di vendita di merci presenti nei negozi diffusi sul territorio: “oggi il cittadino medio tende ad informarsi presso i negozi, a confrontare i prodotti e ad acquistarli in rete al prezzo minore”.

 



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