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29 giugno 2022

Treviso

Luca, geofisico 33enne trevigiano, vince il premio per le sue ricerche sui terremoti

Dal Zilio premiato dall’Accademia delle Scienze Svizzere, sta lavorando ad un progetto unico al mondo in un laboratorio nelle Alpi

| Isabella Loschi |

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Luca Dal Zilio

TREVISO - A soli 33 anni ed è già tra i massimi esperti a livello internazionale di geofisica. Il trevigiano Luca Dal Zilio, ha vinto il premio Schläfli dell’Accademia delle Scienze Svizzere per gli studi condotti in geofisica computazionale. E’ il primo italiano dal lontano 1866 ad aggiudicarsi il premio.

Nato a Treviso, Dal Zilio oggi insegna tecniche di modellizzazione numerica e meccanica della frattura al politecnico federale di Zurigo (ETH), dove aveva già ottenuto il dottorato nel 2019. Uno dei primi pensieri di Dal Zilio è per il suo mentore Taras Gerya: “Un mentore eccezionale – dice – se sono qui è grazie a lui. Ha infuso conoscenza ed entusiasmo a una generazione di geofisici, me compreso”. Nonostante la giovane età, Dal Zilio ha acquisito un’impressionante bagaglio di esperienza nel campo della ricerca accademica. Dopo la laurea in Geofisica all'Università di Padova, ha ottenuto il dottorato di ricerca in fluidodinamica all’ETH di Zurigo.

Nel 2019 si è trasferito negli Stati Uniti per continuare le sue ricerche in Geofisica e Ingegneria Meccanica a Los Angeles, al Laboratorio Sismologico del California Institute of Technology (Caltech). “Un’esperienza cruciale per spingere i confini degli attuali modelli teorici dei terremoti e far si che si avvicinino sempre di più a quello che osserviamo nel mondo reale”, spiega. “Stiamo entrando in una nuova entusiasmante “era” per i dati di osservazione del pianeta Terra. Oggi le osservazioni satellitari delle faglie tettoniche, l'aumento dei dati sismologici e gli esperimenti di laboratorio su rocce ci stanno offrendo una finestra senza precedenti per capire come la crosta terrestre si deforma prima, durante, e dopo un terremoto. Il prossimo decennio richiederà lo sviluppo di nuove teorie sulla fisica dei terremoti che dovrebbero migliorare la nostra capacità di vivere in sicurezza su questo pianeta così attivo”, aggiunge Dal Zilio.

Oggi il 33enne sta lavorando ad un progetto unico al mondo: “Grazie ad un consorzio europeo di scienziati dell’ETH di Zurigo, dell’università RWTH di Aachen in Germania e dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia italiano, stiamo lavorando ad un progetto di ricerca unico nel laboratorio sotterraneo di Bedretto. Questo laboratorio è situato nelle Alpi svizzere ad una profondità di un chilometro e mezzo al di sotto della superficie nel mezzo di una galleria di 5 chilometri che collega il Canton Ticino con il tunnel ferroviario del Furka. Nei prossimi 4-5 anni cercheremo di generare una piccola rottura sismica (magnitudo pari a circa 0.5-1.0) in condizioni controllate. Un terremoto impercettibile per la popolazione, ma estremamente importante per noi – precisa – in questo modo cercheremo di migliorare la comprensione delle dinamiche dei terremoti”.

 


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