A Mogliano commemorazione di tutte le vittime del Vajont
Cerimonia la cimitero di Zerman dove è custodita una lapide in memoria dei cinque moglianesi che persero la vita il 9 ottobre 1963
| Isabella Loschi |
MOGLIANO - Con una breve ma significativa cerimonia, nel giorno del 60° anniversario della tragedia del Vajont, l’amministrazione di Mogliano ha voluto promuovere un momento commemorativo in memoria di tutte le persone che la notte del 9 ottobre 1963 hanno perso la vita.
La cerimonia ha avuto luogo ieri al Cimitero di Zerman, dove è custodita una lapide in memoria dei cinque moglianesi che in quella tragica notte persero la vita: Perazza Bruno (cantoniere delle Ferrovie dello Stato), la moglie Franzò Elena e i figli Adriano, Antonella e Dora di 17, 12 e 2 anni. Il disastro del Vajont è una delle più grandi catastrofi provocate dall’uomo in conseguenza di tutta una serie di errori umani drammaticamente sommati all’implacabile forza degli elementi naturali.
“Quella del Vajont è una tragedia che poteva essere evitata, e proprio per questo, è una tragedia che non deve essere dimenticata. La memoria di quell’evento va mantenuta viva affinché errori simili non accadano più e perché l’uomo impari dai suoi sbagli. La catastrofe del Vajont ci insegna che la natura ed il pianeta su cui viviamo vanno rispettati e che la sostenibilità ambientale viene prima di qualsiasi altro interesse2, ha dichiarato il sindaco Davide Bortolato, ringraziando tutti i presenti, in particolare i rappresentanti delle Associazioni e delle Associazioni d’Arma e la famiglia Perazza, parenti dei moglianesi scomparsi.
Quest’anno l’amministrazione comunale, insieme ad AGeSC Astori e ad altre Associazioni, ha promosso una nutrita serie di eventi dal titolo “VAJONT PER NON DIMENTICARE” che prevedono incontri, proiezioni, una mostra sui giornali del Vajont e diversi appuntamenti rivolti alle scuole del territorio.
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