28 settembre 2021

Cronaca

Nuovo piano faunistico venatorio: i cittadini potranno richiedere il divieto di caccia nel proprio terreno

Ora questo diritto dei cittadini va pubblicizzato e garantito

| Ilaria Frare |

| Ilaria Frare |

Piano Venatorio

VENEZIA - Lunedì 5 luglio è arrivato in Consiglio Regionale dalla Giunta il PDL n. 77 il “Piano Faunistico venatorio Regionale”, che definisce le aree protette, quelle in cui si può cacciare e le numerose regole relative alla tutela della fauna selvatica. Il piano attualmente in vigore, risale al 2007, è stato prorogato 8 volte e scadrà il mese prossimo, il 31 agosto 2021. Tra le disposizioni previste dal nuovo piano c’è anche la possibilità per i privati di chiedere il divieto di caccia nei propri terreni. Una facoltà che si può esercitare durante in un arco temporale compreso nei 30 giorni successivi dalla pubblicazione del piano nella gazzetta ufficiale della regione.

“Meglio tardi che mai” è il commento di di Andrea Zanoni, consigliere regionale del Partito Democratico “dopo otto proroghe è pronto il nuovo Piano faunistico venatorio e finalmente torna il diritto per i cittadini di chiedere il divieto di caccia all’interno dei loro fondi. La tempistica per la discussione in Commissione e in Consiglio non è il massimo, ma darò battaglia in aula affinché questo diritto, negato dal 2012, venga garantito”

Il nuovo piano “è uno strumento fondamentale per la gestione del territorio, ma sottovalutato dalla Regione che è andata avanti con un piano del 2007 a sua volta frutto dell’assemblaggio di piani provinciali ancora più datati con una fotografia del Veneto, del suo territorio e della fauna selvatica, assolutamente falsata. Stabilisce dove sono le aree protette, quelle in cui è possibile esercitare l’attività venatoria e molte regole relative alla caccia e alla tutela della fauna selvatica. Inclusa la possibilità, per chi ha un terreno, di vietare l’accesso alle doppiette, come previsto sia dalla legge nazionale che da quella regionale.”

E continua Zanoni: “Adesso potremo sanare questa anomalia e tornare a una situazione di normalità, ma occorre fare in fretta ed essere vigili. È un diritto che si può far valere soltanto durante un limitatissimo arco temporale, i 30 giorni successivi dalla pubblicazione del Piano sul Bur, il Bollettino della Regione. Il periodo, in piena estate, complica però le cose: non sarà semplice per i cittadini trovare un tecnico che firmi la pratica così come previsto dalla normativa veneta.

Mi auguro sia uno scivolone e non una scelta voluta, a danno dei cittadini e per compiacere, ancora una volta, una piccola parte della lobby venatoria che in Consiglio è sempre sovra rappresentata. Negli anni, ad ogni proroga, ho presentato un emendamento per chiedere di poter esercitare questo diritto, ma la maggioranza ha sempre detto no”.

 

 


| modificato il:

Ilaria Frare

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