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24 giugno 2024

Nord-Est

Operazione “cantieri fantasma”: scoperta maxi frode sul bonus “facciate”. Sequestri per oltre 110 milioni di euro

Le numerose perquisizioni hanno interessato diverse province con l’impiego di quasi 100 militari

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cantieri fantasma

VERONA - Un sequestro di 110 milioni di euro è stato eseguito dalla Guardia di Finanza di Verona nei confronti di 13 società, e 14 persone, per una frode messa relativa alle misure del bonus facciate. I finanzieri hanno operato tra le province di Roma, Verona, Vicenza, Padova, Brescia e Milano dopo aver accertato l'esistenza di persone che avevano usato in maniera distorta le misure agevolate per gli interventi edilizi, sotto forma di crediti d'imposta cedibili a terzi e utilizzabili in compensazione, o monetizzabili presso le banche. Sono un centinaio gli indagati, perchè nella frode sono coinvolti tutti coloro che hanno partecipato alla generazione dei crediti inesistenti, e alla compilazione dei Cir con le particelle catastali di immobili fittizi. E' stato scoperto un sistema di frode con il quale erano stati comunicati all'Agenzia delle Entrate crediti d'imposta inesistenti sul bonus "facciate" per oltre 84 milioni di euro. Alcune delle società sono risultate prive di strutture e mezzi per la realizzazione degli interventi edilizi oggetto di bonus; la maggior parte delle persone fisiche che avevano ceduto il credito d'imposta per dichiarati lavori edilizi alle 6 società indagate, non era proprietaria di alcun immobile; i lavori, mai eseguiti, sono stati dichiarati all'Agenzia delle Entrate con dati catastali artefatti, relativi a immobili inesistenti.

Il meccanismo del bonus facciate consentiva la detrazione fiscale delle spese sostenute negli anni 2020 e 2021 nella misura del 90%, ovvero la possibilità di cederle a terzi come credito d'imposta e, quindi, monetizzare, tale beneficio. Quota-parte dell'ammontare dei crediti d'imposta inesistenti, pari a 26 milioni di euro, era stata già monetizzata mediante cessione a terzi acquirenti al prezzo totale di 19 milioni di euro. Inoltre, una ulteriore parte dei crediti inesistenti, per 5 milioni, è stata ceduta ad ulteriori 19 società operanti in Veneto, Lombardia e Trentino A.A. per la successiva indebita compensazione con le imposte dovute all'Erario. Sono un centinaio gli indagati poiché primi generatori/cedenti i crediti inesistenti: gli stessi avrebbero compilato i Cir con particelle catastali riconducibili ad immobili inesistenti, sui quali si sarebbero solo dichiaratamente svolti i lavori edilizi. I crediti d'imposta oggetto della frode, pari a 84 milioni di euro, sono stati sequestrati così come conti correnti, quote societarie e beni di lusso (tra cui una Rolls Royce, monete d'oro e altri oggetti preziosi), fino alla somma di 29 milioni di euro.

 



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