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20 giugno 2024

Castelfranco

Ospedale di Castelfranco e IOV: i direttori sanitari intervengono al Consiglio Comunale

I direttori generali della Sanità Veneta, dell'Ulss 2 e dello IOV illustrano il futuro dell'ospedale san Giacomo, tra problemi di personale e investimenti nella struttura.

| Leonardo Sernagiotto |

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| Leonardo Sernagiotto |

Ospedale San Giacomo di Castelfranco

CASTELFRANCO - Quale futuro per l’ospedale San Giacomo e per lo IOV? Il Consiglio comunale di Castelfranco ha invitato Luciano Flor, direttore generale della Sanità della Regione Veneto, Francesco Benazzi, direttore generale dell’Ulss2 Marca Trevigiana, e Patrizia Benini, direttore generale dell’Istituto Oncologico Veneto, a intervenire nella seduta del consiglio di ieri sera, per fare il punto della situazione e illustrare la programmazione sul futuro del nosocomio.

Ricordando la difficoltà che l’Italia e il Veneto avranno nel prossimo futuro per il reclutamento di personale sanitario, soprattutto infermieri, Luciano Flor ha esordito parlando di reti ospedaliere e della specializzazione verso cui andranno incontro gli ospedali veneti, per cui ogni nosocomio si concentrerà nel curare determinata patologie.

“Lo IOV di Castelfranco – commenta Flor – diventerà polo di riferimento regionale solo per alcune discipline oncologiche: la sua specializzazione e l’offrire servizi unici in tutto il Veneto saranno gli obiettivi per il suo successo. Sicuramente lo IOV non andrà via da Castelfranco quando sarà pronta la sede di Padova”.

Sulla permanenza dello IOV a Castelfranco e sull’attività del San Giacomo si è espresso anche il direttore Benazzi, che ha ricordato gli ingenti investimenti messi in campo: ai 3 milioni e 400mila euro di interventi riguardanti lo IOV, si aggiungono 11 milioni e 400mila per il completamento e il recupero di spazi ospedalieri (il decimo e undicesimo piano; il palazzo ex-Sert). Completano il quadro altri 4 milioni la messa a norma della struttura edilizia dal punto di vista della sicurezza.

Se il sindaco Stefano Marcon si è dichiarato soddisfatto delle dichiarazioni dei tre direttori, che confermano la bontà del progetto iniziato nel 2015 nonostante alcuni rallentamenti dovuti alla pandemia, le opposizioni si dimostrano più scettiche, soprattutto per voce di Maria Gomierato (Noi la Civica) e Claudio Beltramello (Castelfranco Merita).

I consiglieri di minoranza contestano che non si lavori abbastanza in favore della sanità pubblica: da un lato la fuga del personale medico verso il privato, dall’altro la precedenza che a Castelfranco dovrà essere concessa allo IOV, affinché possa gestire e curare quanti più pazienti oncologici possibili. Secondo le opposizioni, il problema principale è la drastica riduzione dei posti letto e del personale sanitario (molti professionisti si rifiuterebbero di lavorare a Castelfranco, dichiarazione respinta dal direttore Flor), giunto ad un livello tale che Beltramello si è lasciato a un ricordo personale: “Chiuso il reparto di ortopedia a Castelfranco, a Montebelluna rimangono 6 ortopedici per un bacino di 250mila persone. In certe zone d’Africa dove ho lavorato, c’erano più ortopedici”.

 


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Leonardo Sernagiotto

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