22 settembre 2020

Conegliano

"Salvini doveva andare a processo"

Il capogruppo 5 Stelle di Conegliano Ferraresi: "Certi valori rimangono sacri”

| Roberto Silvestrin |

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CONEGLIANO - “Salvini doveva andare a processo”: è la linea del capogruppo del Movimento 5 Stelle di Conegliano, Alberto Ferraresi, dopo il voto sulla piattaforma Rousseau indetto dai grillini per il caso “Diciotti”. “Ho votato perché Salvini andasse a difendersi in aula”, continua Ferraresi, che è un esponente della “base” del Movimento, più vicina ai valori con cui 5 Stelle erano nati.

 

“Quando sono stato eletto – dichiara Ferraresi -, Il Movimento non avrebbe avuto dubbi su cosa fare. Il Movimento è nato così. Mi sono fatto eleggere all’interno dei 5 Stelle, e certi valori rimangono sacri”. Per quanto riguarda il merito del caso “Diciotti”, Ferraresi sostiene che “Salvini è innocente, ma sarebbe dovuto andare a processo come tutti”.

 

La richiesta di autorizzazione a procedere per Salvini era stata fatta dalla procura di Catania, con l'accusa per il ministro dell'interno di 'sequestro di persona aggravato' a seguito dell'impedimento dello sbarco dei 177 migranti a bordo della nave della Guardia Costiera italiana, ferma per cinque giorni di fronte al porto di Catania.

 

Il capogruppo coneglianese si è dichiarato invece in linea con il comportamento tenuto dai sindaci del Movimento che sono stati indagati o imputati nel corso del proprio mandato: il riferimento è ovviamente a Virginia Raggi, Chiara Appendino e Filippo Nogarin.

 

Il voto online dei 5 Stelle ha dato il suo responso già nella serata di ieri: la maggioranza degli iscritti a Rousseau ha deciso che deve essere negata l’autorizzazione a procedere nei confronti di Matteo Salvini, con il 59,05% delle preferenze.

 

E oggi la Giunta delle elezioni e delle immunità del Senato ha votato a favore della relazione del presidente e relatore Maurizio Gasparri, dicendo “no” al processo per Salvini, con 16 voti contro e 6 a favore. E i componenti 5 stelle della giunta hanno espresso il loro voto compatti.

 

Per il “sì” al processo invece gli esponenti Pd, Leu e Gruppo Misto. Ora il dossier verrà esaminato dal Senato, con la ratifica o la bocciatura che dovranno essere espresse entro il 24 marzo.

 

Ma che succederà a Conegliano? “Accetto i risultati – commenta Ferraresi -. Non penso assolutamente alle dimissioni”.

 

“Personalmente ritengo che non ci fosse niente su cui votare – ha dichiarato l’altro consigliere comunale 5 Stelle di Conegliano, Massimo Bellotto -. Nel momento in cui ci sono queste situazioni si lascia procedere la magistratura. Non voglio però in questa fase dare un giudizio su quanto accaduto per la vicenda Diciotti”.

 


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