06 marzo 2021

Montebelluna

Il sindaco di Maser biasimata per aver pranzato al ristorante

Claudia Benedos ieri ha voluto fare un gesto di solidarietà nei confronti dei ristoratori

| Ingrid Feltrin Jefwa |

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Claudia Benedos

MASER – Il sindaco di Maser, Claudia Benedos, ieri ha voluto testimoniare la sua vicinanza alla categoria dei ristoratori (in difficoltà per il rigore delle norme anti-Covid) andando a pranzo con la famiglia in un noto locale del suo comune, gestito da un consigliere comunale di maggioranza. Un gesto che non è passato inosservato e che oggi ha suscitato reazioni di biasimo.

“Non possiamo che condannare il gesto del sindaco di Maser: un primo cittadino non può sostenere un’iniziativa che va al di fuori delle regole”: esordiscono in una nota stampa Giovanni Zorzi ed Andrea Zanoni riguardo a quanto accaduto venerdì.

“Capiamo bene le difficoltà che stanno vivendo in questo periodo i ristoratori, con mancati incassi e costi che si fanno sentire – afferma Zorzi, segretario provinciale dem a Treviso -. Detto questo, però, bisogna avere l’onestà intellettuale di riconoscere che il governo non è rimasto fermo e lo dimostra il fatto che solo in Veneto sono stati erogati ristori per più di un miliardo di euro a favore delle categorie colpite dal blocco della loro attività in conseguenza alla pandemia.

D’altronde, la scarsa adesione all’iniziativa di ieri non fa che confermare l’efficacia di questo impegno. Invitiamo, piuttosto, il sindaco di Maser ad usare bene le risorse straordinarie date ai comuni dal governo per rispondere ai bisogni della propria comunità in questo periodo, come hanno fatto ad esempio a Preganziol e a San Biagio di Callalta, dove si sono previste importanti misure di sostegno agli esercenti in difficoltà”.

“Un sindaco dovrebbe dare l’esempio ai propri cittadini ed essere innanzitutto portatore di legalità - aggiunge Andrea Zanoni, consigliere regionale dem -. In caso di disagio sociale, per quanto giustificato possa essere, un sindaco non può accendere fuochi ma li deve semmai spegnere. Trovo poco responsabile questo atteggiamento che potrebbe innescare reazioni a catena, trasformandosi in una bomba incontrollabile. Un comportamento paradossale se si pensa che addirittura le stesse associazioni di categoria stanno lanciando messaggi e appelli per il rispetto delle leggi. Spero che il prefetto si faccia sentire al più presto: certi incendi vanno spenti sul nascere”.
 

 


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Ingrid Feltrin Jefwa
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