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20 luglio 2024

Treviso

Truffa dell'sms: si finge il figlio e si fa accreditare 1.400 euro. Vittima un 70enne di Paese

Sempre a Paese truffati un 43enne e una 54enne con falsi messaggi di istituti di credito e polizze assicurative

| Isabella Loschi |

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truffa online

PAESE - False identità, paura e urgenze improvvise: queste sono le “leve” utilizzate dai cybercriminali per estorcere denaro. Sono ancora molti i trevigiani a finire nella rete delle truffe.

I carabinieri di Paese, a conclusione indagini avviate a seguito della denuncia presentata da un 43enne del posto, hanno deferito in stato di libertà per truffa un 68enne del napoletano. Nella circostanza la vittima aveva ricevuto sulla propria utenza cellulare un sms apparentemente inoltrato da un istituto di credito operante on-line, attraverso il quale veniva invitata ad effettuare l'aggiornamento delle proprie credenziali di accesso, effettuando anche un bonifico per l'importo di circa 50 euro, somma richiesta come “costi di commissione”, su un conto corrente risultato intestato allo stesso indagato.

Sempre a Paese una 54enne lo scorso dicembre aveva presentato denuncia dopo essere rimasto vittima di un raggiro da parte di un 50enne campano, poi denunciato. Il truffatore attraverso un’applicazione di messaggistica istantanea, aveva raggirato la donna inducendola ad effettuare un bonifico di quasi 200 euro sulla sua carta prepagata, quale pagamento di una polizza assicurativa R.C.A. risultata inesistente, rendendosi poi irreperibile.

Sempre i Militari della medesima stazione, a conclusione di indagini scaturite dalla denuncia presentata lo scorso aprile da un 70enne, hanno denunciato per truffa un 35enne che con una modalità da qualche tempo in voga su tutto il territorio nazionale - quella del falso figlio o figlia che, dopo aver inviato all’interessato un messaggio dicendo di aver cambiato numero di telefono perché quello in possesso si era danneggiato o era stato smarrito, indica il nuovo numero di cellulare e un link da cui il processo proseguirà con una richiesta “emergenziale” di denaro - aveva indotto il malcapitato ad effettuare due bonifici per un importo complessivo di quasi 1.400 euro su una carta prepagata, poi risultata intestata allo stesso indagato.

L’Arma dei Carabinieri ancora una volta invita "a diffidare da qualsiasi richiesta di denaro pervenuta in modo sbrigativo, insolito o con la promessa di concludere “l’affare”, di non condividere informazioni sensibili come codici di accesso bancari, password, di effettuare frequenti scansioni antivirus sui dispositivi elettronici in possesso e di presentare sempre denuncia".


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