18 aprile 2021

Conegliano

“La ciminiera dell’ex fornace Tomasi è sicura?”

Un quesito che a Conegliano si pongono diversi cittadini

| Sara Saccon |

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| Sara Saccon |

Ciminiera fornaci Tommasi

CONEGLIANO – La maestosa ciminiera, alta ben 48 metri, dell’ex fornace Tomasi alimenta preoccupazioni in ordine alla sicurezza, tant’è che qualche lettore ci ha scritto al riguardo. Oltre alla stabilità della struttura desta perplessità pure lo stato in cui versa l’intera area che posta alle porte di Conegliano, per taluni, non è un biglietto da visita edificante.

La zona ex fornaci Tomasi, sulla quale torna spesso il dibattito cittadino, proprio a causa dello stato in cui l’area versa, rappresenta comunque un vero patrimonio per la città, illustrato anche dall’artista-architetto Lucia Tomasi nel suo libro intitolato “La ciminiera di Conegliano. Storia della fornace Tomasi”.

Si tratta infatti di una zona che andrebbe perciò valorizzata per la sua importanza nella storia cittadina del secondo dopoguerra: le fornaci rappresentavano un polo industriale importante, in grado di dare lavoro a molti cittadini che altrimenti sarebbero stati costretti all’immigrazione.

 

A maggio un fulmine aveva aggravato ulteriormente la situazione della torre, arrecando danni ad alcune parti della struttura, ma il sindaco Chies aveva rassicurato la cittadinanza spiegando che non vi fosse nessun pericolo per la stabilità. Lo squarcio sulla sommità delle ciminiera però inquieta ugualmene i cittadini.

 

“È stato attivato un piano integrato per la rigenerazione urbana tra pubblico e privato – spiega il sindaco Chies – Dato che la zona appartiene ad un privato, è lui che deve rispondere dei controlli”. L’accordo di programma per la riqualificazione urbana e ambientale dell’area è stato approvato e sottoscritto nel 2017 tra il proprietario, il Comune di Conegliano e la Regione Veneto.

 

Interpellare il proprietario per avere ragguagli sul futuro di quest’area nonché conferme sulla stabilità della ciminiera si è rivelata un’impresa senza successo, complice certo il periodo delle ferie. L’auspicio non può quindi che essere quello di un intervento tempestivo e risolutore, per un ambito urbano importante oltre che per la serenità dei cittadini preoccupati.

 


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Sara Saccon

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