29 marzo 2020

Castelfranco

Affitti miseri e spese sempre più alte, richiesta d'aiuto per l’Aeep

Ogni anno 3/400mila euro per ripianare i buchi di bilancio. Dussin scrive ai ministri

| Matteo Ceron | commenti |

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CASTELFRANCO – L’Aeep è sempre più in crisi. E ogni anno il Comune deve ripianare i buchi di bilancio. L’ultimo trasferimento dalle casse del Comune a quelle dell’azienda per l’edilizia popolare di Castelfranco ammonta a 343mila euro, soldi necessari a sanare la voragine creatasi a fine 2012.

Una crisi che dura da anni e che il Comune si trova a gestire da solo, non senza difficoltà.

 

Per questo il sindaco Luciano Dussin ha scritto ai ministri dell’Interno, dell’Economia e delle Finanze, oltre che al prefetto e al presidente della Regione Zaia chiedendo un aiuto.

«Castelfranco ha un'azienda per l'edilizia economica e popolare che opera con l'obiettivo di risolvere il problema della casa per le categorie socialmente ed economicamente più deboli, e per la realizzazione di alloggi per affrontare le emergenze sociali – scrive Dussin nella sua lettera - L'azienda è proprietaria di 372 alloggi di edilizia residenziale pubblica (Erp), gestisce 33 alloggi di proprietà del Comune destinati ad emergenze abitative, 63 alloggi di edilizia agevolata/convenzionata, oltre a 79 alloggi con patto di futura vendita. La gestione di questo patrimonio di alloggi è pesantemente condizionata dal progressivo annullamento di contributi derivanti dallo Stato, e da normative regionali che determinano canoni di locazione mensili che attualmente oscillano mediamente da 10 euro ad un massimo di 150 euro.

 

Ovviamente, con questi presupposti si è generata negli anni una situazione di difficoltà economica ormai insostenibile, e, peggio ancora, incontrovertibile. Va ricordato che la gran parte dell'inquilinato è costituita da pensionati con redditi minimi ed una parte da giovani famiglie di cittadini extracomunitari, spesso con numerosi figli, che sono privi di reddito in quanto hanno perso il lavoro per effetto della grave crisi occupazionale in essere. L'aumento delle morosità per mancati pagamenti dei canoni di locazione e delle relative spese accessorie sta generando una situazione insostenibile alla quale L'azienda non ha strumenti per rimediare, se non rivolgendosi al Comune... Stante la crisi del settore edilizio è pure improponibile che la stessa si avventuri in operazioni immobiliari allo scopo di recuperare qualche utile... I costi sociali annui che ricadono sull'azienda e quindi sul Comune sono quantificabili nell'ordine di 300-400 mila euro».

 

Questa la situazione sintetizzata dal primo cittadino. «Quanto scritto serve per denunciare l'insostenibilità economica di un servizio sociale come questo, per sua natura deficitario, che non riceve contributi ne dello Stato, ne della Regione – prosegue la missiva -  Per questo denuncio la situazione che ho descritto, chiedendo una rivisitazione dei parametri sui trasferimenti locali, tenendo conto della specificità che interessa la città di Castelfranco, essendo unica a livello comunale ad affrontare un servizio sociale di queste dimensioni.

Nel frattempo chiedo un immediato allentamento alla rigidità del patto di stabilità comunale per poter investire, al fine di ottenere immediati risparmi gestionali, migliorando i rendimenti degli impianti elettrici, di riscaldamento, di contenimento energetico ed evitare quindi l'ingovernabilità economica dell'azienda».

 



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Matteo Ceron

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