03 dicembre 2020

Vittorio Veneto

Allarme violenza sulle donne dal Cav di Vittorio Veneto: 90 casi nel 2018, 41 con violenza fisica

Diramati i dati dell'anno scorso, il fenomeno è significativo

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Allarme violenza sulle donne dal Cav di Vittorio Veneto: 90 casi nel 2018, 41 con violenza fisica

VITTORIO VENETO - Sono stati trasmessi in questi giorni alla Regione i dati relativi alla gestione del Centro Anti Violenza del Comune di Vittorio Veneto. Si tratta dei numeri che fotografano l’attività del 2018, restituendo l’immagine di un fenomeno che - almeno nel vittoriese - appare ancora molto significativo, pur emergendo un calo di presenze.

 

Nel 2018 il servizio di prima informazione/ascolto è stato offerto a 132 donne mentre sono ben 90 le situazioni prese in carico. Si tratta perlopiù di donne italiane (71), mentre in pochi casi di donne di altra origine, marocchina (6), romena (6) e ucraina (3). “Non è il caso di abbassare la guardia”, sottolinea Barbara De Nardi, assessore al sociale, che ricorda come “dalle cifre emerge il fatto che se la forma di violenza più diffusa alla quale le donne sono sottoposte risulta ancora essere quella psicologica - particolarmente subdola - con 90 casi segnalati, è pur vero che ben 41 casi sono accompagnati da violenza fisica”.

 

4 invece i casi di violenza sessuale. In generale, la fasce di donne più colpite sono quelle tra i 31 e i 40 anni (32 casi) e tra i 41 e i 50 (33 casi). “Il fenomeno - continua De Nardi - non fa distinzioni sociali o culturali e colpisce in modo trasversale: vittima può diventare la casalinga quanto la donna in carriera”.

 

In Veneto in questi anni sono nati ben 22 Centri Anti Violenza con l’obiettivo di porre un argine al fenomeno della violenza sulle donne caratterizzato dal ripetersi di episodi che l’informazione, purtroppo, continua a registrare con preoccupante frequenza. Il Centro Anti Violenza di Vittorio Veneto dà voce alle donne e offre loro ascolto perché denunciare ciò che accade è importante ma non basta.

 

Nel 2018 il Cav ha avviato dei percorsi di cittadinanza attiva con gli istituti di istruzione superiore vittoriesi che hanno permesso agli studenti di conoscere il fenomeno e consentito di sviluppare la conoscenza e le competenze necessarie per affrontare atteggiamenti che contribuiscono alla creazione di ambienti in cui episodi di questo tipo sono possibili e, in alcuni casi, tollerati o addirittura perdonati.

 

I costi della struttura sono carico del Comune di Vittorio Veneto che nel 2018 ha potuto comunque contare anche su finanziamenti provenienti da Stato e Regione Veneto per un totale di 33.324,38 €.

 



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