29 luglio 2021

Cronaca

Allo IOV arriva la microcamera - pillola da inghiottire

Simile ad una compressa è alternativa alla colonscopia tradizionale: “così investiamo in prevenzione e diagnosi precoce”

| Ilaria Frare |

| Ilaria Frare |

Allo IOV arriva la microcamera/pillola da inghiottire

PADOVA - Si tratta di una video-capsula commestibile chiamata “PillcamColon2”, che consente ai clinici di vedere la mucosa dell’intestino, e di studiarla in modo non invasivo. La speciale “pillola”, il cui debutto è previsto entro fine mese, sarà prioritariamente utilizzata per pazienti con rischio più elevato nel sottoporsi a esame endoscopico tradizionale o che rifiutano la colonscopia: l’utilizzo del nuovo dispositivo medico permetterà infatti di non disperderli.

“PillcamColon2” permetterà di studiare non solo il piccolo intestino, ma anche il colon. La capsula, grazie ad una metodica innovativa, permette di ottenere immagini endoscopiche del colon in tutta la sua estensione senza arrecare disturbi al paziente. Il funzionamento è molto semplice: l’esame prevede l’ingestione della capsula in grado di trasmettere delle immagini del colon, riprese mentre percorre l’apparato digerente.

"Queste immagini” illustra il Dottor Alberto Fantin, direttore dell’Unità Operativa Complessa di Gastroenterologia con sedi a Castelfranco Veneto e Padova “vengono archiviate in un piccolo registratore che viene poi analizzato dagli specialisti gastroenterologi. La Cam è utile nei casi di fallimento della colonscopia per difficoltà tecnico/anatomiche o per intolleranza all’endoscopia tradizionale. Inoltre è sicura anche per pazienti con importanti comorbidità e non richiede la sospensione di eventuali terapie anticoagulanti/antiaggreganti”.

Per accedere a questa nuova tecnologia il paziente dovrà fare una richiesta allo specialista gastroenterologo, il quale potrà darà il consenso a procedere solo dopo un’analisi attenta del quadro clinico. Lo Istituto Oncologico Veneto continua dunque ad investire nella prevenzione e nella diagnosi precoce, cercando il più possibile di personalizzazione dell’approccio: “La maggior parte dei pazienti valutati ambulatorialmente per sintomi intestinali senza caratteristiche d’allarme presenta disturbi di tipo funzionale: in questi casi la colonscopia risulta normale o rileva alterazioni non significative da un punto di vista clinico. A volte, purtroppo, la colonscopia” sottolinea Fantin “può risultare disagevole per il disconfort legato all’insufflazione dell’intestino e al dolore che ne consegue, richiede sedazione endovenosa e in alcuni rari casi può esitare in complicazioni”.

“Considerato che fare diagnosi precoci nei casi sospetti e poi seguire in follow-up i pazienti è uno dei compiti dello Istituto Oncologico Veneto” aggiunge il Direttore Generale, Patrizia Benini “abbiamo ritenuto importante introdurre questa metodica che, prioritariamente, sarà rivolta ai soggetti che rientrano nel campo specifico di attività dello IOV che sono la prevenzione, la diagnosi e il trattamento delle patologie oncologiche, nello specifico dell’apparato gastroenterico. Con la microcamera-pillola investiamo nella personalizzazione dell’approccio”.  

 

 


| modificato il:

Ilaria Frare

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