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02 marzo 2024

Treviso

BUONA DOMENICA Ex cathedra, ex video: il Papa e la comunicazione

Per la prima volta un Pontefice ospite di una trasmissione televisiva. Intanto quello emerito torna a stupire mettendo in discussione il dogma dell'infallibilità.

| Roberto Grigoletto |

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| Roberto Grigoletto |

Papa Francesco ospite a

TREVISO - Uno ha bucato il video. L’altro ha spiazzato tutti (ancora una volta). Il primo, protagonista di un inedito: il Papa ospite di una trasmissione televisiva. Il secondo a “ sdoganare”, dopo le dimissioni, la fallibilità del Pontefice: “Ho avuto grandi responsabilità nella Chiesa cattolica. Tanto più grande è il mio dolore per gli abusi e gli errori che si sono verificati durante il tempo del mio mandato nei rispettivi luoghi. Ogni singolo caso di abuso sessuale è terribile e irreparabile. Alle vittime degli abusi sessuali va la mia profonda compassione e mi rammarico per ogni singolo caso".

Due scosse telluriche della Scala Richter nell’arco di qurant'ore che hanno messo in subbuglio Santa Romana Chiesa, i mondi orbitanti ma anche quelli laici. Da ex cathedra al video il passo va annoverato tra quelli storici. L’intervista di Papa Francesco a “Che tempo che fa” è stata uno dei più formidabili condensati di Vangelo e catechismo, di spiritualità e di fede vissuta. C’era tutto Bergoglio in quel: “Non basta vedere, è necessario sentire, è necessario toccare”. Come nel: "Noi vediamo tutte queste cose, vediamo i bambini che muoiono, i migranti annegare, le ingiustizie nei Paesi, anche nel nostro..ma c’è sempre una tentazione molto brutta a guardare da un’altra parte. Non guardare".

E poi nella denuncia delle politiche criminali sulle migrazioni. Ma anche nel j' accuse sulla mondanità spirituale: “Oggi è il peggiore dei mali che può accadere alla Chiesa, peggio ancora dei papi libertini; fa crescere una cosa brutta: il clericalismo che è una perversione della Chiesa che genera la rigidità; c'è putredine sempre".

Un’udienza in sala Nervi, un Angelus, non avrebbero potuto raggiungere un pubblico così eterogeneo e numeroso come quello sintonizzato domenica sera sul terzo canale della televisione di Stato. La nuova evangelizzazione l’ha inaugurata il Papa medesimo. In prima serata e non in terza, persona.

Allo stesso modo ha parlato anche il suo predecessore, “capofila” dei conservatori - a sentire gli esperti di etichettature - le cui "sortite rivoluzionarie" non smettono di sorprendere: “Ogni singolo caso di abuso sessuale è terribile e irreparabile. Sempre più comprendo il ribrezzo e la paura che sperimentò Cristo sul Monte degli Ulivi quando vide tutto quanto di terribile avrebbe dovuto superare interiormente. Che in quel momento i discepoli dormissero rappresenta purtroppo la situazione che anche oggi si verifica di nuovo e per la quale anche io mi sento interpellato. Ben presto mi troverò di fronte al giudice ultimo della mia vita. Anche se nel guardare indietro alla mia lunga vita posso avere tanto motivo di spavento e paura, sono comunque con l’animo lieto perché confido fermamente nel Signore”.

Parole e stile, nell’un caso e nell’altro, trasudano umanità e umiltà. Traducendosi nella sensazione che una forma (che è sostanza) abbia accorciato, in poche ore, anni di distanza, di incomprensibile e mettiamoci anche i pregiudizi. Così diversi questi due Papi eppure così necessari per una Chiesa che ha iniziato a parlare e a dirsi in modo nuovo, da terzo millennio.

Buona domenica

 


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Roberto Grigoletto

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