03 dicembre 2020

Conegliano

Il "caso" di Conegliano finisce in Prefettura

Oggi una delegazione di consiglieri comunali dal Prefetto per discutere del "caso" legato alla mozione per sfiduciare l'assessore

| Roberto Silvestrin |

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CONEGLIANO - Minoranze, gruppo misto e parte (dissidente) della maggioranza a colloquio con il Prefetto di Treviso Maria Rosaria Laganà, per discutere del “caso” legato alla mozione per sfiduciare l’assessore Claudia Brugioni.

 

È un gruppo di consiglieri comunali a dir poco variegato quello che questa mattina si è recato in Prefettura a Treviso: per la minoranza c’erano Alberto Ferraresi dei 5 Stelle, Flavio Pavanello di Cambiamo Conegliano e Alessandro Bortoluzzi del Pd.

 

Per il gruppo misto il consigliere Pierantonio Bottega, appena uscito da Forza Italia. Stefano Dugone, invece, ha partecipato in rappresentanza dei Popolari per Conegliano. Ed erano stati proprio i gruppi consiliari dei 5 Stelle, di Cambiamo Conegliano e dei Popolari a presentare la mozione di sfiducia nei confronti di Brugioni.

 

Mozione che – durante la riunione dei capigruppo della scorsa settimana – si è deciso però di cassare, senza farla approdare in consiglio comunale. Secondo quanto riportato dal presidente del consiglio Giovanni Bernardelli non ci sarebbero infatti le condizioni per sottoporla al voto durante una seduta, visti i problemi tecnico-burocratici rilevati. Uno su tutti, l’impossibilità di sfiduciare un unico assessore.

 

I firmatari della mozione hanno così chiesto un colloquio al Prefetto, per segnalare il “caso”. “Il Prefetto ha accolto le nostre perplessità, ha detto che manderà una lettera al sindaco e al presidente del consiglio comunale per sincerarsi della situazione”, rende noto Dugone.

 

I capigruppo avevano infatti chiesto anche una modifica dei termini utilizzati, per far “approvare” il testo della mozione. Ma i cambiamenti non erano stati accettati. “Il Prefetto ha ribadito che la mozione, per come abbiamo chiesto di modificarla, è un atto di iniziativa politica”, continua il consigliere dei Popolari.

 

“Qui la democrazia è stata messa all’angolo – dichiara invece Ferraresi, riferendosi al respingimento della mozione avvenuto nei giorni scorsi -. Noi per ora siamo un blocco unico, affinché la democrazia torni ad essere centrale”.

 



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Roberto Silvestrin

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