16 ottobre 2021

Conegliano

Il Cerletti di Conegliano "ponte" tra la Marca e Venezia

Al Campus coneglianese la piantumazione del vigneto “Uva Dorona”, una tavola rotonda sulla sostenibilità e le testimonianze dei francescani dell’isola di San Francesco del Deserto

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i presenti

CONEGLIANO - Ospiti e autorità sono intervenute oggi all’ISISS G.B. Cerletti per la costruzione di un ponte enologico tra le terre della Marca Trevigiana e la laguna e la città di Venezia. Per l’anniversario dei 1600 anni della nascita di Venezia la Scuola Enologica di Conegliano metterà a dimora l’antico vitigno autoctono veneziano di “Uva Dorona” e produrrà un “vin da messa”, la cui produzione è regolamentata e prevede la supervisione della Diocesi in tutte le fasi di lavorazione, destinato Ordine Minore dei Francescani dell’Isola di San Francesco del Deserto (Venezia)

L’idea di celebrare l’anniversario della nascita di Venezia, dedicando un’area all’interno del vigneto della scuola all’Uva Dorona, nasce dalla singolare storia che lega l’isola veneziana di San Francesco del Deserto alla Scuola enologia di Conegliano: uno dei frati appartenente all’ordine dei francescani minori dell’isola di Venezia, fra Carlo Queruli, attualmente missionario in Cina a Taiwan e proprio ex studente della Scuola Enologica di Conegliano (diplomato nel 1985). Fra Carlo Queruli è diventato famoso per aver ricevuto il premio all' Organisation Internationale de la Vigne et du Vin a Parigi con lo Special Mention per essere l’autore del primo dizionario enologico in cinese, unico testo approvato dalle autorità cinesi.

Ha aperto la mattinata di lavori la preside dell’Istituto G.B. Cerletti Mariagrazia Morgan che ha dato il benvenuto ai tanti ospiti intervenuti: “Il progetto che lega il nostro istituto con Venezia e con l’isola di San Francesco del Deserto ha come protagonista un antico vitigno che verrà messo a dimora in un’area dell’azienda agricola del nostro istituto. Questo nuovo progetto, frutto della collaborazione tra il prof. Milani e il prof. Da Rodda, testimonia la grande vitalità del nostro istituto e il grande impegno dei nostri dicenti nell’attivare sinergie nel territorio mettendo a disposizione della formazione degli studenti nuove conoscenze ed esperienze formative.”

Il convegno è stato preceduto dagli interventi delle autorità presenti dal sen. Gianpaolo Vallardi membro della Commissione Agricoltura del Senato, che ha evidenziato come l’Istituto Cerletti sia un riferimento per la formazione in agraria e enologia preso a modello anche nell’attuale processo di riforma delle figure dell’enologo e dell’enotecnico, gli on. Giuseppe Paolin e on. Angela Colmellere, il consigliere regionale Alberto Villanova, il presidente della Fondazione degli studi Enologici Floriano Zambon e don Alessio Magoga.

“L’istituto Cerletti si dimostra, ancora una volta, molto ricettivo a progetti innovativi che ci fanno tenere vivo il legame con la nostra storia, la tradizione e la terra. Raccogliendo la tradizione e il passato possiamo guardare al futuro con consapevolezza. – dichiara l’on. Angela Colmellere, intervenuta al convegno - I nostri ragazzi hanno la fortuna di essere iscritti a una scuola che ricorda che la terra è madre e bisogna sapersi avvicinare a lei con un buon metodo e con rispetto L’uva e la pianta hanno una tradizione lontana. I ragazzi hanno la fortuna di riprendere questa tradizione e guardare al futuro con slancio e responsabilità.”

Il vescovo Pizziolo - tramite il suo delegato don Alessio Magoga - ha espresso stima e simpatia nei confronti dell'Istituto Cerletti, nel quale si sono diplomati diversi preti delle diocesi di Treviso e Vittorio Veneto, nonché religiosi, come nel caso di fra Carlo. Inoltre ha espresso il proprio compiacimento per i temi trattati dal Convegno odierno - quali la sostenibilità e la biodiversità - che stanno particolarmente a cuore sia al vescovo sia alla pastorale sociale della diocesi, che ha avviato un Tavolo di dialogo su tali argomenti. "Inoltre - ha affermato don Magoga - su questi temi hanno riflettuto anche i giovani che hanno partecipato al concorso 'Ambiente e salute' e i cui contributi sono apparsi a maggio su un numero speciale de L'Azione: tra questi, anche una classe del Cerletti, che hanno inviato una interessante riflessione sulla viticoltura oggi, tra tradizione e innovazione".

Gli interventi principali hanno riguardato il racconto dell’esperienza di fra Carlo Queruli O.F.M. e di fra Roberto Cracco O.F.M., Guardiano dell'isola di San Francesco del Deserto (VE), che sono stati ospiti del convitto dell’Istituto trascorrendo la serata di venerdì incontrando gli studenti convittori.
“Per entrate in un nuovo paese con una finalità di missione può avvenire attraverso varie modalità. In un paese come la Cina non si può entrare con una missione tipo sociale o pastorale e l’unica via era quella di entrare attraverso una qualifica professionale, sfruttando la mia formazione da ex studente dell’Istituto Cerletti. – racconta fra Carlo Queruli O.F.M. - In Cina il livello di istruzione enologica era molto basso e le mie nozioni avevano un certo valore e ho colto l’occasione per potermi inserire in quell’ambiente. Per me è stato importante perché avevo campo aperto. Dopo aver studiato il cinese ho iniziato a e mi sono accorto che mancavano dei termini e non riuscivo a trovare i termini che noi usiamo.
Con un gruppo di amici, all’interno dell’Università di pechino, abbiamo iniziato a tradurre i termini in un primo gruppo di 600. Abbiamo poi cercato di tradurre in maniera sistematica tutte le varietà italiane di vino, spesso infatto lo stesso vino aveva due nomi diversi a seconda dell’importatori. La prima edizione del 2001 e seconda edizione nel 2010 e il dizionario è stato pubblicato proprio in Cina e ha passato le censure di stato. È diventato ufficialmente il dizionario che si può usare in quel paese.”
Oltre ai 1600 anni di Venezia, ne 2021 ricorrono anche gli 800 anni dell’isola di San Francesco del Deserto che ricorda il passaggio e il soggiorno di San Francesco d’assisi (1220) di ritorno dalla Terra Santa e dall’Egitto, dove aveva tentato la mediazione di pace tra cattolici e mussulmani per porre fine agli scontri delle Crociate. Fra Roberto Cracco O.F.M., Guardiano dell'isola di San Francesco del Deserto (VE), ha raccontato la storia dell’isola e di come essa appartenesse a un nobile veneziano che, nel 1233, ne fece dono ai Frati Francescani. Attualmente nell’isola risiedono cinque frati, con una presenza ininterrotta da 500 anni.

La storia di Venezia è stata ripresa poi da Stefano Quaggio, direttore Consorzio Vini Venezia ed ex studente dell’Istituto Cerletti: “Testimoniare il legame profondo di Venezia con il vino è una cosa complessa che nasce dalla grande visione commerciale della Serenissima con tutto il mediterraneo e nell’entroterra europeo, oltre alla capacità di imporre a innovazioni tecniche e alla formazione delle prime scuole, nate da congregazioni religiose, precursori degli attuali albi professionali. Fin dalla sua nascita il Consorzio Vini Venezia ha rivolto la sua attenzione alla viticoltura lagunare, l’origine della tradizione vitivinicola europea.”
Al termine della mattinata di incontri, alla quale hanno presenziato anche numerosi studenti, la Scuola ha omaggiato fra Carlo Queruli di una targa al merito per il valore del suo lavoro. “Il nostro istituto negli anni ha saputo formare figure tecniche che sono diventate dei punti di riferimento in tutto il mondo per il settore vitivinicolo ed enologico. Questi tecnici sono l’orgoglio della scuola e un modello per le nuove generazioni di studenti.” – dichiara Mariagrazia Morgan, Preside dell’Istituto G.B. Cerletti.

 


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