20 ottobre 2020

Nord-Est

Per il coordinamento no trivelle: "Renzi mente su posti lavoro"

|

|

Per il coordinamento no trivelle:

ROMA, 24 GEN - Il premier Matteo Renzi ''mente sui posti di lavoro in corso nel settore petrolifero: il referendum no triv riguarda infatti le nuove trivellazioni''. Ad affermarlo è il Coordinamento Nazionale No Triv.

''Due giorni fa - rileva il Coordinamento in una nota - Renzi in visita in Emilia Romagna ha dichiarato che il Referendum No Triv metterebbe a rischio migliaia di posti di lavoro negli stabilimenti dove già sono in corso estrazioni da giacimenti di gas o petrolio off-shore. Il Referendum No Triv, al contrario, riguarda nuove trivellazioni in mare, non mette né potrebbe mettere in discussione i cantieri 'petroliferi' in corso e, quindi, non incide negativamente sull'occupazione nel settore''.

Le raffinerie ''soffrono per il calo della domanda in atto da diversi anni e per investimenti sbagliati fatti nel passato - afferma Enrico Gagliano, esperto di politiche energetiche del Coordinamento Nazionale No Triv - e dal 2010 al 2013 sono già uscite dal settore 3.000 persone. Cosa c'entra il referendum No Triv in tutto questo?''. Ed ancora: ''Se proprio tiene al lavoro degli italiani, il premier, anziché incentivare le fonti fossili - afferma - investa massicciamente sull'efficienza energetica che, secondo Enel, è in grado di far crescere il PIL del 2%, l'occupazione fino al 2% e di generare un risparmio compreso tra 50 e 72 milioni di tonnellate di CO2 al 2020".

''La maggioranza degli italiani - conclude il Coordinamento - è contraria alle trivelle e votare SI al Referendum No Triv servirà per far capire al Governo che è giunto il momento di cambiare radicalmente politica energetica, puntando sull'efficienza e sulle fonti energetiche pulite''.

 



vedi tutti i blog

Grazie per averci inviato la tua notizia

×