18 maggio 2021

Treviso

A cosa serve la storia dell'Arte? Incontro con il critico d'arte e saggista Luca Nannipieri

Mercoledì 10 marzo alle 17.30 Paola Bonifacio dialoga con il noto critico dalla pagina Facebook dei Musei Civici di Treviso

| Lieta Zanatta |

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| Lieta Zanatta |

Il critico d'arte e saggista Luca Nannipieri

TREVISO - A cosa serve la Storia dell'Arte? È una materia relegata agli addetti ai lavori o piuttosto una disciplina che aiuta a crescere?

A guardare quello che succede nella Marca, c'è da dire che è molto vera la seconda ipotesi.

I casi presi ad esempio vengono dagli Amici dei Musei e dei Monumenti di Treviso che si interessano al salvataggio dell'affresco del Cristo Risorto di Tiziano a Treviso o da un gruppo di cittadini che collabora per salvare un capitello come quello dietro l'Ospedale Civile di Conegliano. O ancora degli studenti dell'Istituto Dal Collo che tre anni fa spiegavano ai visitatori gli affreschi della Sala dei Battuti a Conegliano.

Ne parlerà mercoledì 10 marzo alle 17.30 Paola Bonifacio, Istruttore Culturale Direttivo e Manager dei Musei Civici di Treviso, con Luca Nannipieri, critico d'arte e saggista, autore del libro “A cosa serve la Storia dell'Arte” edita nel 2020 da Skira edizioni, in diretta Facebook dalla pagina dei Musei Civici di Treviso https://www.facebook.com/MuseiCiviciTreviso

Dottoressa Bonifacio, quali sono i vari argomenti che tratterà con il critico Nannipieri?

I vari interrogativi di cui parleremo riguarderanno il perché si conservano manufatti e opere, cosa muove le comunità e i popoli quando preservano o distruggono i simboli e le testimonianze ereditate dal passato. Soprattutto il rapporto tra patrimonio storico-artistico tra la persona e la comunità.

A cosa serve la Storia dell'Arte?

E' una disciplina che serve a crescere e a conoscere le proprie potenzialità e limiti. Nannipieri cita Herbert Read, famoso pedagogo (e autore di Educare con l'Arte, testo fondamentale per il sistema formativo ed educativo, tradotto da Giulio Carlo Argan, ndr) diceva che al di là delle altre materie, l'Arte era la migliore per conoscere noi stessi. Perché è una disciplina simile al gioco dei bambini, che nelle loro attività simulano le situazioni reali della vita.

E' la creatività che aiuta a liberarsi?

E' un mettersi in gioco nel realizzare, nel disegnare, nel modellare. Perché oltre alle capacità artistiche si tirano fuori i sentimenti, i rapporti con gli altri. Una tecnica per tirare fuori il meglio di sé stessi a prescindere da un risultato più o meno buono. La cosa più importante è il mezzo, non il fine.

Insomma, l'Arte fa crescere?

L'Arte conforta, fa stare meglio, dà una visione diversa del mondo, crea una sintonia. Dunque l'Arte non è solo per gli addetti ai lavori... Secondo Nanniperi, la competenza degli esperti è necessaria per rapportarsi con le medie e le piccole realtà territoriali in relazione all'amore per l'Arte.

In che modo?

Tanti sono gli esempi di comunità che si spendono per salvare un quadro, un capitello, un muro, una piazza. Tutti elementi che sono memoria ma che con il loro interesse diventano presente. Perché generano un sentimento di appartenenza a quel bene che amiamo, che magari vediamo o ci passiamo davanti tutti i giorni. Ci si riconosce in quel bene. Questo vuol dire fare e diventare storia comunitaria.

Arte è allevare l'amore per il bello?

E' un sentimento da trasmettere ai figli, li nutre e desta loro attenzione a quello che c'è intorno.

Che esempi abbiamo nel territorio?

I più disparati. C'è il capitello dietro l'Ospedale Civile di Conegliano che viene recuperato grazie all'attenzione dei residenti, che a maggio di ritrovano per recitare assieme il rosario. Ci sono gli studenti dell'Istituto Dal Collo che durante l'estate, per l'alternanza scuola lavoro, guidano e spiegano in tre lingue ai visitatori le opere d'arte nella Sala dei Battuti del Duomo di Conegliano. Gli Amici dei Musei e dei Monumenti di Treviso, così importanti per il recente recupero dell'affresco del Cristo Risorto di Tiziano sulla facciata della Scuola del Santissimo Sacramento accanto al duomo di Treviso. L'Associazione culturale Athena di Oderzo, fatta di volontari che si occupano delle visite alle aree e al museo archeologici di Oderzo, la Pinacoteca Martini e la Chiesa dei Templari a Tempio di Ormelle. Tutte persone o gruppi di persone unite per recuperare opere di tanto o poco valore artistico, ma di peso e significative per tutta la comunità.

(Per le foto di Luca Nannipieri credits di Paolo Ferraina, foto del Tempio di Ormelle dalla pagina social del Comune di Ormelle) 

www.casanannipieriarte.com

www.museicivicitreviso.it

www.oderzocultura.it

www.amicideimuseitreviso.it

 

 


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Lieta Zanatta

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