22 ottobre 2020

Montebelluna

Dal Montebellunese a Venezia per salvare il patrimonio artistico

Chiara, Ermes, Lorenzo: i ragazzi del Levi Alumni che oltre a promuovere la cultura la difendono

| Ingrid Feltrin Jefwa |

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| Ingrid Feltrin Jefwa |

levi alumni

MONTEBELLUNA Chiara, Ermes e Lorenzo sono solo alcuni dei ragazzi che da Montebelluna e dai paesi dell’hinterland montebellunese sono partiti subito per Venezia, non appena hanno saputo che la città era in ginocchio per l’acqua alta. Qualcuno li ha chiamati “angeli di Venezia” così come per i giovani che nel ’66 giunsero a Firenze, da ogni parte d’Italia, per salvare i tesori d’arte dall’alluvione.

Certo, oramai la notizia dell’acqua alta è “roba vecchia” ma a Venezia nulla è cambiato e il pericolo di un nuovo fenomeno da record è dietro l’angolo e atterrisce chi in questa città bellissima ci vive ma anche chi la ama per l’immane patrimonio artistico che custodisce, oramai con sempre minore efficacia. I ragazzi dell’associazione Levi Alumni sono certo tra quest’ultimi e nei giorni in cui la città era sommersa dall’acqua non si sono certo risparmiati.

Ne scriviamo ora, perché anche se costantemente sotto i riflettori per le tante iniziative culturali che promuovono con il loro FestivalCombinazioni, viceversa in questo frangente non hanno dato pubblicità a quanto fatto in maniera estemporanea, per un tempio della cultura come Venezia. Chiara e Lorenzo sono arrivati per primi e tra i vari luoghi, dove si sono spesi, sono stati anche alla Chiesa del Carmine dove era necessario pulire con l’acqua dolce i pavimenti, per togliere la salsedine che rischiava di deteriorarne i preziosi marmi.

Di li a poco anche Ermes ha fatto la sua parte, insieme a Valeria e Simone e tanti altri volontari che hanno speso tempo ed energie per asciugare decine di tomi del ‘700 fradici d’acqua: libri appartenenti alla biblioteca dei Padri Ospitalieri di San Giovanni di Dio, che gestirono l'Ospedale Psichiatrico di San Servolo, fino ai primi del Novecento, oggi Museo del Manicomio di San Servolo a Venezia.

Se Chiara e Lorenzo hanno lavorato con secchi e ramazza nel sestiere di Dorsoduro per salvare i marmi della Chiesa del Carmine, capolavoro architettonico che risale al 1125, Ermes e gli altri hanno posto fogli di carta assorbente tra le incalcolabili pagine dei libri antichi. Ciascuno ha fatto la sua parte ed è giusto riconoscerne il merito e l’impegno anche se loro si dicono un po’ sorpresi dai ringraziamenti, perché se una cosa è giusta si fa e basta.

 



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Ingrid Feltrin Jefwa
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