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06 dicembre 2022

Castelfranco

Inaugurato il nuovo anno accademico del Conservatorio Steffani di Castelfranco, tra ambizione e modernità

Il Conservatorio si trova ad affrontare le sfide legate alle nuove tecnologie, alla formazione musicale, alla nuova sede di via Riccati.

| Leonardo Sernagiotto |

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| Leonardo Sernagiotto |

Inaugurazione Anno Accademico Conservatorio Steffani

CASTELFRANCO – È stato inaugurato ieri il 53 anno accademico del conservatorio di musica “Agostino Steffani”, che vede rivestire il ruolo di direttore da Paolo Troncon, succeduto a Stefano Canazza. In Teatro Accademico è andato in scena “Pensieri per la cultura”, un omaggio da parte di alcune delle figure di spicco del mondo culturale italiano, come Pupi Avati, Gigi Marzullo, Franco Mussida, e di alti rappresentati delle istituzioni, come Maria Letizia Melina, segretario generale del MUR, che hanno dedicato allo Steffani un saluto e un pensiero sul mondo della cultura in Italia.

Ma quali sfide attenderà il Conservatorio, dopo gli anni delle restrizioni Covid? Quali sono i prossimi obiettivi di un’istituzione che conta quasi 600 persone, tra studenti, docenti e personale amministrativo (stessi di numeri dei Conservatori di Verona o Venezia)? Una prima risposta è data da Nicola Claudio, presidente del Conservatorio nonché presidente del cda di Rai Cinema, che sottolinea l’ambizione dello Steffani di essere rilevante a livello regionale e nazionale, così come l’ambizione di modernità e di rafforzamento della propria identità in uno scenario di continuo mutamento.

Il presidente Claudio ha poi ribadito l’intenzione di favorire la collaborazione tra pubblico e privato: pur ponendo al centro la centralità della funzione formativa, il Conservatorio deve essere più a stretto contatto con il mondo del lavoro. Per raggiungere questo obiettivo, è fondamentala un approccio di modernizzazione e innovazione, ad esempio esplorando nuovi campi, come il rapporto tra l’intelligenza artificiale e il mondo musicale.

Gli fa eco il direttore Troncon, che condivide con il presidente la necessità di anticipare le rivoluzioni che le nuove tecnologie apporteranno anche all’ambito culturale. A queste si aggiungono nuove opportunità che attendono il Conservatorio. In primo luogo, la grande trasformazione del mondo universitario, con le nuove modalità di reclutamento dei docenti e la possibilità di attivare dottorati di ricerca e corsi congiunti a livello europeo.

Vi è poi la questione della nuova sede del Conservatorio presso il complesso di San Giacomo, riguardo la quale si è ora entrati nella fase del progetto esecutivo, che sarà completato entro fine mese per poi permettere l’avvio dei bandi di gara. Con l’inizio fissato entro l’estate del 2023, i lavori dovrebbero concludersi tra 2025 e 2026.


Nella foto, da sinistra: il presidente Nicola Claudio, il direttore Paolo Troncon, l'ex-direttore Stefano Canazza.

 


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Leonardo Sernagiotto

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