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31 gennaio 2023

Treviso

L’imbarazzo di trovarsi uno slip non immacolato

RUBRICA - "Il tè delle cinque" con Fanni Guidolin

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Fanni Guidolin

RUBRICA - Può accadere senza che ce ne accorgiamo, magari dopo aver defecato e nonostante l'accurata igiene e la sensazione di non avere più lo stimolo, trovare una piccola striatura sulla mutanda oppure in seguito ad uno stimolo impellente, urgente, e l'impossibilità di arrivare in bagno in tempo. Può accadere che i nostri sensori, posti sulla linea pettinea, a due centimetri dall'ingresso del canale anale, ci imbroglino, facendoci passare per gas un piccolissimo accumulo di feci. Infine può accadere che la perdiamo tutta, senza che ce ne accorgiamo, e allora si che sono guai seri.

Ma che si tratti di un tipo di incontinenza fecale o di un altro, che sia solo di notte o anche di giorno, la nostra qualità di vita peggiora improvvisamente condizionando le nostre attività, le relazioni sociali o la vita di coppia. Talvolta un parto naturale difficile, con lacerazioni di terzo o quarto grado, riserva alla neo mamma sgradevoli sorprese. L'incontinenza ai gas ad esempio, nella migliore delle ipotesi, che va trattata con esercizi mirati subito dopo il puerperio, se non anche prima in alcuni casi. In realtà la riparazione chirurgica dello sfintere danneggiato andrebbe effettuata subito, quando la donna è ancora sul lettino da parto, ma non sempre tutti i ginecologi contattano immediatamente il chirurgo coloproctologo.

La ripresa della continenza, coadiuvata da un lavoro anche su altri muscoli perineali che vanno a sopperire il deficit di quelli danneggiati, può durare fino alla menopausa, quando, con il cedimento delle strutture di sospensione, di organi pelvici e di tutto il pavimento pelvico perchè ormonodipendenti, (e si sa in menopausa gli ormoni crollano a picco) anche l'incontinenza fecale o anale ai gas può ripresentarsi. Dunque cosa fare?

E' sempre un segnale da non sottovalutare, nemmeno se si presentasse in tarda età, perché è vero che l'incidenza di incontinenza fecale aumenta con l'età ma non è, come abbiamo visto, prerogativa solo dell'anziano. Il medico di famiglia è il primo interlocutore del vostro problema e sicuramente il rapporto fiduciario vi consentirà di riferire il problema. Se ciò vi crea imbarazzo vi invito a farvi forza e a superarlo, perché prima agite e prima starete meglio. Potrebbe quindi sottoporvi ad una vista proctologica con uno specialista, un chirurgo coloproctologo, il quale, dopo l'esplorazione del vostro canale anale con uno strumento chiamato anoscopio, deciderà se sottoporvi ad una ecografia endo rettale, per valutare l'integrità dei vostri sfinteri che sono i "rubinetti" della continenza. Userà una piccola sonda e non avvertirete alcun dolore.

Altre indagini possono prevedere la colonscopia, con una sonda dotata di videocamera che esplora il vostro colon mentre siete addormentati, in sedazione quindi, alla ricerca di polipi o alterazioni che possono essere causa dell'incontinenza. L'elettromiografia del pudendo è invece un esame molto specifico che viene suggerito dallo specialista in caso di dubbio di denervazione, e si sa, se la corrente non passa, la luce non si accende perciò metaforicamente il muscolo non si muove.

Alcune volte, spesso riscontrate nei bambini ma recentemente abbiamo visto un caso simile in una giovane donna, l'incontinenza fecale paradossa è la perdita involontaria di feci dovute ad un grosso fecaloma bloccato nell'ampolla rettale, ovvero un ammasso solido, molto grande e durissimo di feci che impedisce l'evacuazione e la chiusura degli sfinteri (quindi rubinetti aperti), lasciando passare la parte liquida delle feci. Per guarire da questa forma di incontinenza bisogna riuscire a sciogliere il fecaloma, a volte con la digitoclasia romperlo con le dita, a pezzi, facendo molto male alla paziente; altre volte con lassativi di tutti i tipi.

Si può guarire dall'incontinenza fecale?
Dunque a seconda della causa si può guarire o stare meglio. A volte con un dispositivo gratuito in dotazione al paziente, per un lavaggio trans anale che ha lo stesso meccanismo del clistere a caduta; si pulisce tutto il colon e per 24 o 48 ore non si perde più. Altre volte è sufficiente una riabilitazione fisiokinesiterapica con esercizi attivi ed elettrostimolazione passiva degli sfinteri, oppure, nei casi più gravi, impiantando un sistema di neuromodulazione sacrale, grande come una moneta, sottocute, nel gluteo, che lancia impulsi elettrici agli sfinteri, laddove mancano.

Se può sembrare fantascienza, sono numerose le testimonianze positive delle donne che hanno risolto il loro problema risparmiando una montagna di denaro speso prima in assorbenti, creme lenitive e detergenti o farmaci astringenti, ma mi rendo conto di quanto tabù possa essere questo problema, impedendo la libertà di viaggiare, stare in mezzo alla gente o semplicemente mangiare quello che ci piace. Molti preferiscono non dirlo a nessuno, chiudersi in casa e infilarsi un assorbente. Che tanto in televisione la pubblicità ce li mostra, di tutte le forme e addirittura profumati. Peccato che non aggiungano che stare meglio si può.

Per ulteriori informazioni scrivete pure alla redazione che mi inoltrerà i vostri quesiti.



Dottoressa Fanni Guidolin
Enterostomista Specialista nella Riabilitazione del Pavimento Pelvico
Prof. a contratto presso Università degli Studi di Padova
Consulente sessuale in formazione presso Aispa
cura la rubrica “SexInTheGarden” sulla pagina Instagram fanni_greenlover


 

 


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