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27 gennaio 2022

Montebelluna

Nicola, into the wild

30 giorni di viaggio, scoperte, e natura. In bici

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MASER – Nicola Riosa, uno studente di Scienze Motorie di 24 anni, nativo di Camposampiero, ha intrapreso un viaggio che da Praga, città del Golem, l’ha portato fino alla Venezia del Nord, Stoccolma. Viaggio che lo ha condotto nel cuore del Nord, passando per le città tedesche di Dresda, Berlino, Amburgo, la danese Copenaghen attraversando poi il tratto via mare Helsingor-Helsinborg approdando in Svezia. Un viaggio intrapreso il 10 agosto e conclusosi il 9 settembre. Mezzo di trasporto? Una bici. Una bici Lee Cougan.

 

Nicola ha scoperto soltanto da poco la passione per la bicicletta, il mezzo, secondo lui, più economico, più ecologico, più salutare, e che meglio ti fa apprezzare la visita delle città e dei panorami, per la sua “lentezza” che ti permette di stare più a contatto con l’ambiente, le persone e la loro cultura. Questo suo viaggio avventura è stato possibile realizzare anche grazie alla Stardue, nota azienda di Maser nella fabbricazione e nella produzione di bici professionali, tra le quali le Lee Cougan. La Stardue lo ha supportato donandogli questa bici che l’ha condotto, come spiega lui, in questa avventura “into the wild”.

 

Un totale di 1800 km di viaggio. Non casuale la sua scelta dell’itinerario: “Ho scelto appositamente le capitali d’Europa, più di tendenza, dal punto di vista artistico e di design, ma soprattutto per la cultura che hanno della bicicletta.” In questo mese di viaggio ha vissuto cercando di adattarsi a qualsiasi tipo di situazione: dormendo in ostelli, talvolta ospitato da amici, altre volte da gente del luogo, e altre volte ancora dormendo in tenda semplicemente sotto il cielo della notte. Due volte la bici gli ha causato qualche problema tecnico, velocemente risolto anche dalla cordialità della gente locale che è stata disponibile nell’ ospitarlo ed aiutarlo. Un viaggio davvero entusiasmante, anche se faticoso soprattutto per un ragazzo che, come lui, non ha mai fatto ciclismo.

 

“Volevo emulare un po’ gli esploratori moderni - ci spiega - arrivare ovunque a qualsiasi costo. C’è una profonda differenza culturale tra l’Italia e l’estero. In particolare nei paesi del Nord ci si muove molto di più in bici, hanno un profondo rispetto per la natura e anche per il prossimo. Le città non sono inquinate come lo sono qui in Italia, le persone si spostano in bici anche per andare a lavoro a km di distanza, cosa qui quasi impensabile! Sono stato sorpreso dalla cordialità e il calore umano della gente. Mi è capitato che qualche passante incuriosito mi chiedeva dove stessi andando e raccontandogli il mio itinerario e la mia iniziativa mi facevo prendere in simpatia. Molti mi hanno dato una mano, offrendomi un pasto caldo, una doccia e talvolta anche un posto dove dormire. Ho notato una differenza con gli italiani nell’approccio col prossimo, noi siamo molto più diffidenti e non diamo fiducia agli estranei, cosa più che comprensibile con i tempi che corrono, ma ritengo che dovremmo darci qualche possibilità in più dando ascolto a chi ci troviamo davanti”.

 

Per Nicola questa esperienza è stata una vera lezione di vita. “Vivendo con quel che viene, si imparano ad apprezzare anche le piccole cose, come ad esempio una tazza di acqua calda al mattino dopo aver passato la notte nel clima gelato delle foreste del Nord; o un piatto di riso e fagioli alla sera; o semplicemente fare due parole con un passante. Ho aperto gli occhi su quanto poco apprezziamo le cose di ogni giorno” Durante il giorno cercava di fare più chilometri possibili, ma allo stesso tempo si concedeva alcuni giorni unicamente per visitare le città. È stata una grande soddisfazione per lui, ha realizzato quello che si era prefissato con le sue sole forze.

 

Il momento che ho più impresso sono stati i 6 giorni che vissuti da solo in compagnia unicamente della mia bici nelle foreste svedesi, mi sono proprio sentito come il protagonista del film “into the wild” sono stato per una settimana a stretto contatto con la natura, senza lavarmi e mangiando solo quello che avevo di scorta, solitamente ogni mattina facevo scorta di cibo, per lo più fagioli, muesli, riso frutta, e acqua per la giornata, ma in quei sei giorni in Svezia è stata proprio un’esperienza allo stremo, sono davvero fiero di me stesso”.

 

Viaggiare da solo è un’esperienza che Nicola consiglia di fare a tutti, il viaggiare in solitaria è un valore aggiunto al viaggiare. In Italia non c’è questa cultura del viaggio in solitaria. Per noi viaggiare è sinonimo di vacanze, di periodo di pausa dal lavoro e quindi si tende a viaggiare sempre accompagnati e con annessi tutti i comfort di un soggiorno turistico. Non viviamo il viaggio come momento per ritrovare noi stessi.“Il silenzio fa più rumore di mille parole - precisa Nicola - il viaggiare di per sé è anche sinonimo di imprevisti e riuscire ad affrontarli e superarli ti da una grande forza. In Italia si vive per lavorare, purtroppo, all’estero invece si lavora per vivere. È anche vero che da noi non c’è la possibilità come negli altri paesi di prendersi anche un mese di tempo per viaggiare, ma non solo! Tempo da dedicare a noi stessi facendo anche dello sport o escursioni. Di conseguenza saremmo anche più felici. Siamo un popolo infelice, lo dicono le statistiche”.

 

Il messaggio che vuole lanciare Nicola alla gente è che il viaggiare è importante, andare in bici è importante. Viaggio e bici sono il connubio di benessere e felicità. Vivere il viaggio da viaggiatori e non da turisti, scegliere mete inesplorate, apprezzare le cose inaspettate e non quelle programmate. Il suo messaggio si rivolge soprattutto ai giovani. Per lui la bicicletta è sinonimo di sorriso e il sorriso è anche l’emblema della sua avventura. Con questo primo viaggio a dato vita a “Bike a smile” uno slogan simpatico e originale per questa iniziativa di viaggio e bicicletta. Bile a smile che è diventata una bandiera. Si perché, come ogni esploratore che conquistava la sua meta piantava la sua bandiera lui la sua bandiera l’ha fatta firmare a tutti coloro che lo hanno aiutato, che ha conosciuto e con cui ha condiviso questa fantastica esperienza, un ricordo indelebile delle conquiste più importanti del suo viaggio.

 

Non si fermerà qui. Questo giovane avventuriere sta già pensando ad delle nuove ed affascinanti mete. Ha creato anche una pagina di Facebook e un profilo Instagram in funzione di “diario di bordo” e per far si che amici, famigliari e simpatizzanti lo possano sempre seguire. Un’altra particolarità di questa sua impresa è il suo abbigliamento. Ha voluto ricordare la famosa “Eroica” vestendosi con uno stile un po’ retrò rievocando un ciclismo di un tempo.

 

Lucrezia Maso

 


| modificato il:

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