22 febbraio 2020

Treviso

Rinviati i tagli ai rimborsi spese: il Sant'Artemio decide di non decidere

Intanto Idv, Pdl e (forse) Udc rinunciano ai fondi destinati gruppi consiliari, mentre Lega, Pd e Sel restano alla finestra

Mauro Favaro | commenti |

Mauro Favaro | commenti |

TREVISO – Il Pdl ha rinunciato ai rimborsi per i gruppi consiliari. E lo stesso ha fatto Mario Gabrielli per il suo Forza Veneto. L'Udc, invece, ha detto che ci penserà. Sono queste le parti politiche che nella commissione provinciale di mercoledì, dedicata al taglio della spesa pubblica, hanno raccolto l'invito arrivato dall'Idv, che già qualche settimana fa ha annunciato di voler lasciare i propri soldi nelle casse del Sant'Artemio, a patto che siano tutti riversati nel settore sociale.

 

L'opposizione deve fare qualcosa di concreto: bisogna essere coerenti non solo quando si parla degli altri

 

“Lega, Pd e Sel, invece, non si sono pronunciati – bacchetta Gianluca Maschera, capogruppo del partito di Di Pietro – serve qualcosa di concreto e bisogna essere coerenti non solo quando si parla di altri”. Quanto c'è in ballo? Una decina di migliaia di euro all'anno. Fatto sta che in consiglio sono saltati gli schemi di maggioranza e opposizione. E non solo sui rimborsi ai gruppi.

 

“Propongo che l'indennità del presidente del consiglio Pettenà sia dimezzata – ha scandito Luigi Amendola (Sel) – visto che si becca migliaia di euro solo per convocare un consiglio al mese”. Proposta respinta. Dallo stesso Pettenà o da Muraro? No, da Franco Zanata (Pd), presidente della commissione Statuto. “E' un affare politico – ha risposto – non possiamo deciderla in questa assemblea”. Questo nonostante Floriana Casellato, capogruppo del Pd, abbia più volte fatto la voce grossa a riguardo. Niente da fare. Bisognerà attendere una generosa auto-riduzione. Noblesse oblige.

 

Va dimezzata l'indennità del presidente Pettenà, messo un tetto ai rimborsi chilometrici per la giunta e azzerati quelli per il percorso casa-ufficio

 

Così come si dovrà attendere ancora per sapere se ci sarà davvero un taglio dei rimborsi chilometrici destinati a presidente e assessori, che in alcuni mesi sono arrivati a portarsi a casa oltre 1.200 euro solo per il tragitto tra la propria abitazione e il Sant'Artemio. “Va dimezzato il tetto ora previsto a 30 mila chilometri all'anno per le missioni istituzionali – insiste Amendola – mentre il resto va tagliato”. Dello stesso avviso Alessio De Mitri, “formattatore” del Pdl, che però ha proposto un tetto massimo per tutta la giunta. Ma alla fine non si è deciso nulla. “Vedremo dopo il 6 novembre – chiude Zanata – quando il governo dovrebbe chiarire che fine faranno le Province”. Nel frattempo suonano i violini.

 



Mauro Favaro

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