22 febbraio 2020

Treviso

Muraro va alla guerra contro l'unione della Provincia di Treviso con quella di Padova

Dal Sant'Artemio la richiesta ai parlamentari veneti di modificare il decreto legge del governo Monti

Mauro Favaro | commenti | (8) |

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Muraro va alla guerra contro l'unione della Provincia di Treviso con quella di Padova

TREVISO – “Volete la guerra? E che guerra sia!”. Muraro torna a bomba sulla decisione del governo Monti di accorpare la Provincia di Treviso a quella di Padova che, ça va sans dire, non gli va affatto giù. Stavolta i toni del presidente dell'Unione degli enti provinciali del Veneto sono ancora più duri, se mai possibile, di quando subito dopo la conferenza stampa del ministro dell'Interno, Annamaria Cancellieri, bollò il decreto legge che sanciva il taglio del Sant'Artemio, a partire dalla sua giunta, come “un golpe”.

 

La nostra amata Marca trevigiana non può perdere la sua identità

 

Ma c'è ancora del margine per fare qualcosa? A quanto pare sì, visto che il testo votato dal cdm deve ancora passare per il Parlamento per essere convertito in legge dello Stato. E Muraro, pronto a salire sulle barricate, chiama tutti a raccolta. “Noi con Padova? La nostra amata Marca trevigiana non può perdere la sua identità! – spiega attraverso la sua pagina Facebook – adesso la parola ai nostri parlamentari veneti: a loro chiedo di difendere il nostro territorio, perché non ci possono togliere la sovranità della nostra terra, incuranti del pensiero del popolo trevigiano”.

 

Chiedo ai parlamentari veneti di difendere il nostro territorio, perché non ci possono togliere la sovranità della nostra terra

 

La battaglia continua, insomma. Come, dopotutto, dice lui stesso. “Avanti tutta – conclude – noi siamo trevigiani, punto e basta”. Così al Sant'Artemio si incrociano le dita in vista del 6 novembre, giorno in cui la Corte Costituzionale dovrebbe chiarire una volta per tutte se il piano di accorpamenti delle Province messo a punto dal governo, in particolare le previste elezioni a novembre 2013 dei nuovi vertici pescando solo tra i consiglieri comunali, al posto di quelli attuali forti del loro mandato elettorale, rispetta o meno la nostra Carta.

 

Ma nemmeno questa sarà l'ultima spiaggia. Dopo, infatti, resterà ancora in ballo il ricorso al Consiglio di Stato presentato dal Sant'Artemio in seguito al provvedimento del Tar del Lazio che ha bocciato la richiesta, partita tra Treviso e da altre sette Province, di annullare la delibera del cdm che il 20 luglio ha fissato i requisiti per la sopravvivenza degli enti provinciali in un minimo di 350 mila residenti e di 2.500 chilometri quadri di territorio. Il tutto mentre nei prossimi 60 giorni dalla Marca si guarderà con molta attenzione alle sorti di Padova, dato che un suo ingresso nella città metropolitana di Venezia consegnerebbe al Sant'Artemio lo scettro della maxi-Provincia che va dalle Prealpi al Polesine. Insomma, non è mai finita.

 



Mauro Favaro

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