22 settembre 2020

Vittorio Veneto

Quando i profughi (mal sopportati) eravamo noi

Vittorio Veneto combatte il razzismo. Ricordando le discriminazioni di 100 anni fa

| Stefania De Bastiani |

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| Stefania De Bastiani |

Quando i profughi (mal sopportati) eravamo noi

Partecipanti alla marcia, gruppo associazione Rete di Cittadinanza Solidale

VITTORIO VENETO - A Vittorio Veneto si combatte il razzismo. E lo si fa attraverso lo sport, la fotografia, la storia e il cibo.

Ha preso il via domenica la settimana di azione contro il razzismo per la quale Vittorio Veneto ha ottenuto dall’Ufficio Nazionale Anti-discriminazioni Razziali (UNAR) un finanziamento di 10mila euro. Il comune trevigiano è stato l’unico del Veneto a vincere il bando nazionale e, in collaborazione con la Fondazione Leone Moressa e diverse realtà del territorio, ha portato in città eventi e manifestazioni di sensibilizzazione sul tema delle discriminazioni.

 

“Questa settimana - ha spiegato oggi in conferenza stampa il sindaco Roberto Tonon - si inserisce all’interno delle iniziative per il Centenario della Grande Guerra. Sono passati cent’anni, da quando i profughi eravamo noi: vittoriesi, trevigiani, mal sopportati nei luoghi dove cercavamo rifugio, spesso disposti ad accettare lavori con salari inferiori rispetto a quelli locali. Ora la storia si ripete: c’è chi arriva qui. Dobbiamo imparare dal passato, e trasformare i problemi in opportunità”.

 

“Quando i profughi eravamo noi”, sarà il tema dell’incontro in programma per venerdì 23 marzo alle ore 20.30. Presso il museo della battaglia lo scrittore e giornalista Gianantonio Stella, insieme al sindaco Roberto Tonon, allo storico Daniele Ceschin e a Fabrizio Urettini del progetto Talking Hands, parlerà delle migrazioni del passato e delle discriminazioni di cui noi, un tempo, siamo stati vittime.

Il sindaco Roberto Tonon alla marcia

La settimana di sensibilizzazione è ufficialmente iniziata domenica scorsa, quando in piazza del Popolo, in occasione dell’ Eroica Marathon, è stata organizzata la marcia “Di corsa contro il razzismo”, a cui hanno partecipato anche molti richiedenti asilo ospitati in città. Ai partecipanti è stato consegnato un braccialetto arancione, con impresso l’hashtag #noalrazzismo2018 e le parole “Le etichette sono solo per i vestiti”. Una frase proposta dalla classe terza B della scuola media Da Ponte che, insieme ad altri 70 istituti della città, ha partecipato (vincendo!) al concorso istituito per trovare una frase che descrivesse al meglio la settimana d’azione.

 

E se gli eventi sono iniziati con una corsa, finiranno con una mangiata: sabato 24 marzo alle 19 al Victoria Sport ci sarà una degustazione gratuita di piatti multietnici e non: si potranno assaggiare il Tajin del Magreb, lo Yassa del Senegal, il Pivarki della Macedonia e compararli con i (come possono mancare?) radici e fasioi.

 

In occasione delle iniziative contro il razzismo, presso la Chiesa di San Paoletto al Museo della Battaglia è stata inaugurata la mostra fotografica "1918-2018 profughi di ieri e di oggi", testimonianze sui profughi della Prima Guerra Mondiale e su quanti chiedono accoglienza e protezione oggi.

Un’occasione, quella del Centenario della Grande Guerra, in cui la città di Vittorio Veneto vuole non solo commemorare il passato, ma anche riflettere sul presente e sul futuro. Perché, come recita lo slogan della settimana, “un mondo senza pregiudizi gira per il verso giusto”.

Questo il video girato dall'Associazione Giovani di Colle Umberto

 


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Stefania De Bastiani

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