04 aprile 2020

Treviso

Rifiuti gettati da un'auto in corsa

Scene di ordinaria inciviltà a due passi dal centro

| Enrico Riccardo Orlando | commenti |

| Enrico Riccardo Orlando | commenti |

TREVISO - “Ho assistito a una scena incredibile, sono basito”: così esordisce l'ignaro passante che, qualche sera fa, transitava in via Pisa. “Ero di fronte all'ingresso del grattacielo e, all'improvviso, vedo un'automobile che proviene da via Ragusa. Niente di strano, se non per il fatto che improvvisamente inverte la marcia. L'auto passa a fianco all'area del cortile condominiale adibita alla raccolta dei rifiuti. Il passeggero, in corsa, getta dal finestrino un sacco azzurro. Poi l'auto accelera e fa perdere le tracce svoltando, laggiù, in via Amalfi”.

 

Molto probabilmente non era la prima volta che accadeva: troppa la dimestichezza del guidatore e la rapidità con cui ha agito. “Nei mesi scorsi ho letto sui giornali -continua il testimone - del problema rifiuti in Via Pisa: non mi sarei mai immaginato che quei rifiuti potessero provenire anche da altre parti”. In fondo, incalza l'uomo con un'espressione incredula, “non era notte fonda, c'era gente in giro. Quell'utilitaria chiara in tanti averebbero potuto vederla. Era sicuro, quello lì, che non lo avrebbero beccato”.

 

L'area da qualche mese è sotto la lente d'ingrandimento di Contarina che accusa i residenti per gli abbandoni incontrollati e l'amministratore per la scarsa vigilanza: per far fronte alle pulizie straordinarie, sono state recapitate al condominio fatture per quasi 8000 euro. L'accusa è di aver abbandonato in due anni circa 14 tonnellate di rifiuti illegalmente: tanti, forse troppi, per un solo palazzo. E se non fosse tutta coppa dei residenti? E se qualcuno avesse approfittato dell'oscurità per lasciare illegalmente le proprie immondizie nell'area, o addirittura per lanciarle in corsa?

Ora, per vigilare sull'area, sono state installate alcune telecamere di sorveglianza. Almeno una parte di quei rifiuti - da oggi ne abbiamo l'assoluta certezza - non provenivano dalle abitazioni degli inquilini.

 



Enrico Riccardo Orlando

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