31 luglio 2021

Conegliano

Lo spazio visto da quaggiù

L'astronomo Guido De Marchi si racconta

| Tiziana Benincà |

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| Tiziana Benincà |

Guido De Marchi astronomo da Conegliano

CONEGLIANO - Guido De Marchi, classe 1966, professione: astronomo.

Nato a Conegliano, Guido già dagli ultimi anni della scuola primaria ha dimostrato un interesse particolare per lo spazio, grazie ai numerosi film di fantascienza e cartoni animati ambientati nello spazio.

Una curiosità appoggiata dai genitori che, oltre a regalargli qualche libretto sull’argomento, hanno pensato di fondare con altri appassionati un’associazione di astrofili a Conegliano, dove si poteva osservare il cielo grazie a telescopi amatoriali.

Il regalo di fine terza media: non il motorino come la maggior parte degli amici, ma un piccolo telescopio che Guido De Marchi conserva ancor oggi.

“Tutti si mettevano a ridere quando dicevo che il primo ottobre del 1985 sarei stato iscritto alla facoltà di astronomia di Padova, ma non mi sbagliavo. Da lì sono andato negli Usa per un dottorato, ho lavorato lì per diverso tempo, poi sono tornato in Europa ed ora lavoro presso l’Agenzia Spaziale Europea in Olanda, nel Dipartimento di Scienze Spaziali. All’occorrenza mi sposto tra Usa e Olanda.” commenta lo scienziato.

Una voce carica di passione, quella che l’ha sempre mosso in questi 30 anni lavorativi “Il mio interesse è per la formazione delle stelle: quando si formano, cosa succede quando invecchiano, come muoiono. Quello che faccio è cercare di rispondere ad alcune domande, capire come tutto è iniziato, capire quali sono le condizioni giuste per sviluppare la vita. Nel corso della mia carriera abbiamo scoperto migliaia di pianeti; sono fortunatissimo, perché svolgo un lavoro che mi piace.” continua De Marchi.

Quali sono i vantaggi nello studiare lo spazio?

Secondo lo scienziato consistono nella possibilità di far avanzare la conoscenza di come è nata la vita, di rispondere a domande importanti, ma così facendo stimolano anche l’industria tecnologica, perché gli studi possono proseguire solo grazie ad una buona strumentazione. La tecnologia quindi, può avere un sacco di ricadute in molti altri aspetti della nostra quotidianità. Poter avere dei satelliti che seguano anche problematiche come il riscaldamento globale, aiuta a capire quali sono i passi da intraprendere per arginarle.

“Gli stati europei contribuiscono alle operazioni spaziali attraverso un contributo che è pari al costo di un biglietto del cinema per ogni cittadino. C’è una grandissima tradizione di scienziati italiani che operano sia su territorio nazionale che all’estero. Tra tutti noi c’è molta collaborazione, indipendentemente dallo Stato di appartenenza, perché lavoriamo con lo scopo di raggiungere l’obiettivo preposto, superando le differenze o eventuali istinti di competizione per il bene della ricerca.”

 



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Tiziana Benincà

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