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25 gennaio 2022

Treviso

Stefano Boeri presenta il bosco verticale di Treviso: "Il verde occupa il 51% della superficie totale"

Tre edifici di sette piani con 60 appartamenti, 150 alberi e 400 arbusti: "Gli alberi in facciata producono 2,7 tonnellate di ossigeno all’anno"

| Isabella Loschi |

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| Isabella Loschi |

Cà delle Alzaie

TREVISO - Il verde come elemento architettonico, le vernici anti inquinamento, i materiali e le fonti rinnovabili. Il nuovo complesso edilizio Cà delle Alzaie, lungo la Restera a Treviso, è il nuovo simbolo della riqualificazione del territorio e l’attenzione per l’ambiente.

Il progetto firmato dall’architetto Stefano Boeri e realizzato da Cazzaro Costruzioni, partito nel marzo 2019 è ufficialmente terminato. “Quando siamo arrivati la prima su quest’area sorgevano vecchi magazzini e spazi industriali abbandonati, era una zona degradata, che ha richiesto anche un lavoro di bonifica molto importante”, racconta l’architetto Boeri. “Sapevamo che sostituire quel tipo di paesaggio con un luogo che ospitasse la vita quotidiana e migliorasse - credo - il paesaggio fosse un passo in avanti per l’intero quartiere. Oggi credo che il risultato sia soddisfacente”. Ora Ca’ delle Alzaie ospita alcune delle residenze più pregiate del capoluogo: nell’area di oltre 10.700 metri quadrati, sorgono i tre edifici staccati uno dall’altro per non formare una barriera, per un totale di 60 appartamenti su sette piani, con un prezzo da 3mila euro al metro quadro. Tutti già venduti. 

“A Treviso - spiega Boeri - abbiamo proposto un’inedita declinazione del nostro concetto di bosco verticale: non una torre, ma tre corpi di fabbrica circondati dalla vegetazione, con affacci molto diversi sul paesaggio circostante. Con 150 alberi ad alto fusto e 400 arbusti, tutti studiati per esposizioni e interazione con il luogo, il verde occupa il 51% della superficie totale in cui insiste il complesso. Solo gli alberi in facciata producono 2,7 tonnellate di ossigeno all’anno. Abbiamo moltiplicato di 40 volte la superficie di verde rispetto alla situazione iniziale. In un luogo così straordinario una strada quasi obbligata”.

Soddisfatto Mauro Cazzaro, titolare dell’omonima società di costruzioni che ha realizzato l’opera: “Quando si affronta un progetto come questo è fondamentale avere una visione, pensare al futuro – spiega -. Abbiamo capito subito che questo luogo richiedeva un intervento di pregio“. “Ho pensato che l’ideale sarebbe stato costruirci degli edifici che ne riflettessero la bellezza, rispettandone gli equilibri. Il collegamento con l’architetto Stefano Boeri è stato immediato. Ed è così che è nato il progetto. Dalle vernici anti inquinamento all’approvvigionamento da fonti rinnovabili, passando per i materiali utilizzati per gli spazi abitativi interni e per le superfici esterne degli edifici: tutto il progetto poggia su una filosofia votata al risparmio energetico e alla tutela delle risorse naturali”. Altra novità i parcheggi: situati ad un livello semi-interrato, sono ricoperti da un manto di terreno di riporto piantumato, in modo da non interrompere la continuità dello spazio verde di pertinenza che si congiunge al verde pubblico del lungofiume.

Sulle polemiche e accuse di illegittimità che per due anni hanno travolto il progetto, arrivato fino in tribunale e poi risolto con la sentenza definitiva del Consiglio di Stato, arrivata pochi giorni fa, Cazzaro commenta: “Abbiamo messo una pietra sopra alle vicende degli ultimi due anni. Come azienda, non sarei mai partito con un'operazione del valore complessivo di 35milioni di euro, senza avere tranquillità dal punto di vista del diritto. Certo anche per i clienti, molti avevano già acquistato su carta, qualche preoccupazione c’è stata”.

 


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