01 ottobre 2020

Castelfranco

"Stop al 5G, pieno sostegno al sindaco di Asolo”

È la dichiarazione del vicepresidente della commissione regionale ambiente, Andrea Zanoni

| Ingrid Feltrin Jefwa |

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5G

ASOLO – La posizione di cautela del comune di Asolo che ha sospeso l’uso della tecnologia 5G per la telefonia mobile su tutto il suo territorio ha destato il plauso del vicepresidente della commissione regionale ambiente, Andrea Zanoni. Va ricordato che in Veneto sono meno di una decina i comuni che hanno fatto questa scelta e che nella Marca la municipalità di Asolo è la prima in assoluto.

“Sto dalla parte del sindaco di Asolo: in attesa di dati certi, giusto bloccare il 5G – dichiara Andrea Zanoni -. Un’amministrazione responsabile mette la salute dei propri davanti a tutto. E poiché non esistono studi e ricerche scientifiche che chiariscano in maniera definitiva quali siano gli effetti del 5G, è bene essere prudenti. Nell’ultimo anno abbiamo presentato due interrogazioni chiedendo alla Giunta cosa intenda fare per tutelare la salute dei cittadini veneti. Rispondendo alla prima, presentata il 3 aprile 2019, la Giunta rassicurava sul fatto che le installazioni 5G in Veneto sarebbero state eseguite solo quando ‘a livello nazionale il sistema Ispra/Arpa avrà definito la metodologia per le valutazioni preventive’ e sarebbero state soggette alla valutazione preventiva da parte di Arpav che ne verificherà la compatibilità alle soglie di legge, individualmente e considerando anche tutti gli altri impianti operanti nel territorio”.

L’ordinanza del sindaco di Asolo, Mauro Migliorini è volta a imporre l’immediata sospensione della sperimentazione della nuova tecnologia e al contempo diffida alla società Iliad Italia a realizzare l’impianto previsto sul suo territorio comunale. A livello nazionale le Municipalità che hanno fatto questa scelta non sono moltissime, siamo nell’ordine di qualche decina mentre nella nostra regione se ne contano sette inclusa Asolo: Montegrotto Terme, Tribano, Baone e Torreglia in provincia di Padova, Camponogara (Venezia), Longare (Vicenza). Ciascun comune adduce come motivazione il principio di precauzione suggerito dalla stessa Unione Europea che vieta sperimentazioni o installazioni di infrastrutture in attesa della nuova classificazione della cancerogenesi annunciata dall’International Agency for Research on Cancer.

 



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Ingrid Feltrin Jefwa

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